Artroplastica di ginocchio, revisioni per mal allineamento più frequenti nelle donne

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Quasi il 20% dei pazienti che si sottopongono ad artroplastica totale di ginocchio non resta soddisfatto dai risultati dell’intervento, per lo più continuando a percepire dolore e alcune limitazioni funzionali.
Una delle cause più comuni di questa situazione è il mal allineamento delle componenti protesiche con quelle native dell’arto, condizione che in alcuni casi può sfociare in un ulteriore intervento di revisione.
Dato che le revisioni protesiche si associano a un maggiore tasso di complicanze postoperatorie, risulta utile capire se ci sono caratteristiche del paziente che sono predisponenti.

In Italia la procedura prevede che, prima di accedere all’intervento, i pazienti vengano sottoposti a percorsi conservativi atti a ridurre il dolore e modificare i fattori che inducono un peggioramento dell’artrosi, con l’obiettivo di spostare il più avanti possibile nel tempo l’artroplastica.
Non è detto che questo sia l’approccio più utilizzato anche negli altri Paesi.

Di recente un gruppo di ricerca olandese ha voluto rivalutare a posteriori i dati del Registro Olandese di Artroplastica per individuare i soggetti sottoposti a revisione in un dato periodo di tempo e studiarne le caratteristiche.
È importante sottolineare che questo registro tiene memoria degli interventi eseguiti in tutte le strutture ospedaliere olandesi, con una copertura del 99% per le artroplastiche di ginocchio primarie e del 97% per le revisioni.

Nel periodo di riferimento, compreso tra il 2009 e il 2018, nei Paesi Bassi sono state eseguite 11,044 revisioni e nel 13% dei casi la causa segnalata è proprio il mal allineamento. Le altre indicazioni sono dolore (20%), infezione (17%), allentamento asettico (16%) e instabilità (16%).
Gli autori hanno quindi valutato le caratteristiche dei pazienti in ognuno di questi sottogruppi, confrontandoli alla ricerca di peculiarità e differenze… e ciò che hanno osservato è che nel sottogruppo revisionato per mal allineamento, il paziente tipo è spesso più giovane che negli altri, con età media di 63,8 anni e donna (il gentil sesso compone il 70% di questo sottogruppo).

Questi dati suggeriscono, quindi, che vi siano fattori che possono influenzare il buon esito di un intervento di artroplastica di ginocchio, fattori che devono essere discussi con il paziente nel processo decisionale. Secondo gli autori, sarebbe quindi utile informare i pazienti più giovani, ancor più se donne, del rischio di non ottenere i risultati sperati dall’intervento.

È infatti vero che, rispetto a un tempo, oggi aumentano anche i casi di soggetti ancora giovani afflitti dall’artrosi di ginocchio, vuoi perché atleti che hanno sottoposto a stress eccessivo l’articolazione, vuoi perché in forte sovrappeso, se non obesi. Sarebbe interessante verificare se i risultati ottenuti da questo gruppo di ricerca siano individuabili anche nei Registri di Artroplastica di altri Paesi. Questo lavoro ha visto collaborare ricercatori del Dipartimento di Chirurgia Ortopedica e di quello di Ortopedia e Traumatologia del Deventer Hospital con il Registro nazionale di Artroplastica.

(Lo studio: Gelderman SJ, van Jonbergen HP, van Steenbergen L, Landman E, Kleinlugtenbelt YV. Patients undergoing revisions for total knee replacement malposition are younger and more often female: An analysis of data from the Dutch Arthroplasty register. J Orthop. 2023 Apr 24;40:70-73. doi: 10.1016/j.jor.2023.04.020. PMID: 37252322; PMCID: PMC10214277)