Protesi d’anca, ruolo del robot nel processo decisionale intraoperatorio

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(immagine di repertorio)

Uno studio ha valutato la reale efficacia dei sistemi robotici per decidere quale protesi di anca utilizzare su ogni paziente e facilitare il processo decisionale intraoperatorio.

Secondo l’ultimo Report Annuale del Registro Italiano di Artroprotesi, relativo ai dati 2021, in quell’anno in Italia sono state effettuate 29.681 artroplastiche di anca, numero al quale si dovrebbero aggiungere gli interventi non segnalati al RIAP stesso.

Per la maggioranza eseguiti in regime di elezione e di natura primaria, gli interventi si differenziano tra loro rispetto a tipologia di fissazione, accoppiamento articolare e tipo di stelo utilizzato.

La complessità che si cela dietro una artroplastica totale di anca cresce con la tecnologia e la possibilità di realizzare protesi sempre più adatte alle diverse caratteristiche dei diversi pazienti. Se da un lato questa complessità è positiva, dall’altro rende più difficile il processo decisionale e la pianificazione stessa dell’intervento.

Scelte sbagliate possono tradursi in scarsi outcome e, nel tempo, in necessità di sottoporre alcuni pazienti a revisione di protesi. La situazione qui descritta è diffusa in tutto il mondo e mette alla prova le capacità dei chirurghi ortopedici a livello internazionale.

Ricercatori cinesi valutano l’approccio 3D robotico

Negli ultimi anni sono stati introdotti in alcune sale operatorie i robot operatori, strumenti capaci, tra l’altro, di aumentare la precisione del gesto chirurgico e le dimensioni del campo operatorio.
Contemporaneamente, grazie alle tecnologie 3D, è possibile simulare gli interventi prima di condurli sul paziente, così da pianificarli al meglio.
In questa fase preoperatoria il robot può anche supportare la scelta della protesi più adatta al paziente.

Uno studio prospettico e randomizzato cinese ha confrontato gli esiti di un planning operatorio eseguito con un robot assistivo sviluppato in maniera indipendente con quelli ottenuti con il metodo convenzionale, basato su immagini radiografiche digitali bidimensionali.
60 i pazienti coinvolti, divisi in due gruppi e valutati preoperativamente con l’uno o l’altro metodo.
Gli autori hanno quindi studiato le eventuali differenze esistenti tra la previsione preoperatoria della protesi da utilizzare, la sua posizione e la lunghezza della gamba in entrambi i metodi.

I sistemi robotici possono facilitare il planning operatorio

Il giorno successivo l’intervento i pazienti sono stati sottoposti a scansione TAC per valutare gli esiti dell’intervento e confrontare quanto pianificato con quanto effettivamente eseguito in sala operatorio. È infatti possibile che, davanti alla reale anca del paziente, il chirurgo si accorga di dover utilizzare una protesi differente da quella selezionata in precedenza.

Ed ecco i risultati dello studio, condotto in un unico dipartimento di ortopedia, quello del West China Hospital di Chengdu: nel caso della pianificazione robotica le scelte pre e intraoperatorie rispetto alla dimensione della protesi coincidono nel 90% dei casi, percentuale che scende all’86.2% nel gruppo convenzionale. Simile la situazione per lo stelo: gli autori hanno rilevato un coincidenza dell’83,3% per il gruppo robotico contro il 62,7% di quello convenzionale.

Interessanti anche i risultati ottenuti per la lunghezza della gamba operata nei confronti di quella sana: in questo caso, la pianificazione robotica sembra dare il meglio di sé, permettendo una discrepanza media di 0,281 mm, contro i 3,79 del metodo convenzionale.
Anche gli angoli ottenuti sono migliori con il sistema robot-assistito che con quello più noto. Gli autori concludono sottolineando, quindi, la possibilità di utilizzare i sistemi robotici, che risultano efficaci e affidabili.

Quantomeno, quello da loro utilizzato. Lo studio presenta infatti alcune limitazioni, in primis il fatto di essere condotto in un unico centro ospedaliero. Tuttavia, questi risultati sono in linea con altri già pubblicati in letteratura, il che li rende più forti.

(Lo studio: Lu, H., Xiao, Q., Xu, H. et al. Robotic arm-assisted total hip arthroplasty for preoperative planning and intraoperative decision-making. J Orthop Surg Res 18, 608 (2023). https://doi.org/10.1186/s13018-023-04095-8)