(nella foto, il senior author Filippo Calderazzi con la dott.ssa Galavotti e il dott. Nosenzo del gruppo di lavoro)

Uno studio del Dipartimento di Chirurgia della Clinica Ortopedica dell’Ospedale Universitario di Parma ha valutato gli esiti clinici a medio termine e gli outcome radiologici in pazienti sottoposti ad artroplastica della testa del radio con una protesi bipolare (Nosenzo A, Galavotti C, Menozzi M, Garzia A, Pogliacomi F, Calderazzi F. Acute radial head replacement with bipolar prosthesis: midterm results [published online ahead of print, 2020 Aug 31]. Eur J Orthop Surg Traumatol. 2020;10.1007/s00590-020-02774-4. doi:10.1007/s00590-020-02774-4).

Tali protesi, infatti, sembrano associarsi a osteolisi e instabilità articolare.
I pazienti coinvolti sono stati 17, tutti operati in acuto con un modello di protesi simile. Gli esiti al follow-up erano eccellenti in 10 casi, buono in 5 e adeguati negli ultimi 2.
Nessuno dei pazienti ha lamentato instabilità articolare e dolore. Gli autori hanno individuato osteolisi nelle radiografie di 9 pazienti e in 3 casi hanno dovuto togliere l’impianto per un allentamento.

Lo studio sottolinea che gli impianti bipolari possono dare buoni esiti: è però necessario riparare in modo attento le lesioni legamentose eventualmente presenti e assicurare stabilità.
Il rischio di allentamento negli impianti non cementati è comunque innegabile e quindi questi pazienti necessitano di un follow-up molto stretto. Lo studio ha fornito alcune indicazioni, ma ne servono di nuovi.

Stefania Somaré

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