L’artrosi di caviglia è senza dubbio meno frequente di quella di anca e ginocchio, ma altrettando debilitante, soprattutto nelle sue fasi avanzate. Spesso secondaria a eventi traumatici a carico dell’articolazione, questa patologia colpisce soprattutto soggetti obesi e persone sportive, due categorie che sottopongono a stress elevati la caviglia.
Tra i trattamenti conservativi che possono essere messi in campo per gestire il dolore e lo stato infiammatorio tipici dell’artrosi c’è anche l’infiltrazione intrarticolare di plasma arricchito di piastrine, tecnica per la quale non c’è ancora evidenza certa di efficacia.
Un team di ricerca dell’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar di Valpolicella, in provincia di Verona, ha condotto una analisi retrospettiva su 178 pazienti trattati presso il proprio Dipartimento di Ortopedia con il plasma arricchito di piastrine. Tutti i soggetti coinvolti sono atleti e sono stati seguiti per un follow-up almeno a 6, 12, 24 e 36 mesi dal trattamento. Inoltre, gli autori si sono sincerati di conoscere, per ognuno, lo stato di ritorno all’attività sportiva.
L’efficacia del plasma arricchito di piastrine
Scopo dello studio non è solo valutare l’efficacia, in termini di dolore e funzionalità della caviglia, dell’infiltrazione intrarticolare del plasma arricchito con piastrine, ma anche di individuare eventuali caratteristiche del paziente che lo rendono più responsivo al trattamento stesso. Infine, gli autori cercano anche fattori di prognosi da poter utilizzare come supporto alla scelta del trattamento da mettere in atto.
Partiamo dai risultati ottenuti per quanto riguarda il dolore e la funzionalità articolare, rispettivamente misurati con una Scala Visuale Analogica e con lo score dell’American Orthopaedic Foot and Ankle Society: in questo caso, gli autori individuano una buona funzionalità della terapia, che porta a una veloce riduzione del dolore, da una media iniziale di Scala Visuale Analogica di 6,6 a una di 2,4 a 6 mesi e nei follow-up successivi; anche il valore dello score dell’American Orthopaedic Foot and Ankle Society migliora rapidamente dall’iniziale media di 49,4 a quella di 81,4 raggiunta a 6 mesi e mantenuta anche nelle visite successive.
I fattori prognostici da considerare
Vediamo ora se lo studio ha portato a qualche risposta anche per quanto riguarda eventuali fattori di prognosi di cui tenere conto. Le analisi statistiche effettuate hanno evidenziato un effetto maggiore nei soggetti sportivi con artrosi lieve, che sono spesso stati in grado di tornare a praticare la propria disciplina. Altri fattori che sembrano favorire l’efficacia della terapia ci sono l’età e il genere: in particolare, sembrano guarire meglio i giovani maschi.
Anche il tipo di plasma arricchito di piastrine incide sull’efficacia del trattamento: gli autori hanno calcolato che l’arricchimento in piastrine deve essere di 5,4 volte. avere un contenuto moderato di leucociti e un aumento di sei volte dei livelli di recettori agonistici per l’Interleuchina 1.
Natali S, Venanzio I, Screpis D et al. Retrospective analysis of platelet rich plasma injections for ankle osteoarthritis in athletic population. BMC Musculoskelet Disord. 2026. doi: 10.1186/s12891-026-09790-1



