Plantari sensorizzati wireless efficaci per analisi real world?

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Uno studio britannico valuta l’affidabilità di questo tipo di dispositivo nel misurare le forze verticali di reazione al terreno e la traiettoria del centro di pressione, confrontandola con una piastra di forza.

L’analisi delle problematiche motorie potrebbe avvantaggiarsi molto dall’uso di strumenti capaci di rilevarne la biomeccanica nel mondo reale, oltre che in laboratorio. Ciò permetterebbe di caratterizzarle al meglio e di individuare i migliori percorsi terapeutici e i migliori device di supporto.

A tal fine, il mercato offre l’opportunità di utilizzare i plantari sensori di pressione wireless, ma manca l’accordo tra gli specialisti.
Ecco perché un team di ricerca britannico, afferente alla School of Healthcare Sciences del College of Biomedical and Life Sciences di Cardiff e al Department of Sport, Exercise and Rehabilitation della Northumbria University di Newcastle Upon Tyne, ha allestito uno studio osservazionale su soggetti sani per mettere a confronto le capacità di plantari wireless e di una piastra di forza nel misurare le forze verticali di reazione al terreno e la traiettoria del centro di pressione, in direzione antero-posteriore e medio-laterale.

Come è strutturato il test

Gli autori hanno coinvolto nel proprio studio 21 i soggetti, tutti volontari. I plantari utilizzati sono i X4 Foot & Gait Measurement System, prodotti da un’azienda canadese; la piastra di forza è la piastra PODIUM, realizzata da un’azienda italiana. Il test si compone di due parti.

La prima, condotta in laboratorio, prevede che i volontari eseguano direttamente sulla piastra di forza 8 squat sui due arti inferiori, 8 salti verticali e un 30-s sit-to-stand test, indossando contemporaneamente i plantari nelle scarpe: in questo modo i risultati ottenuti sono simultanei e confrontabili.
La seconda fase richiede invece una camminata da 15 minuti in piano, lungo il corridoio, e la salita e discesa di un paio piano di scale per 4 volte… il tutto ripetuto 2 volte.

Gli esiti di plantari e piastra sono confrontabili

Le analisi di accordanza tra i risultati ottenuti con i plantari e con la piastra di forza indicano che i primi riescono a misurare dati qualitativamente simili e consistenti con quelli della piastra di forza: ciò ne supporta l’uso per la misurazione di parametri biomeccanici del passo anche fuori dal contesto del laboratorio.

Gli autori hanno infatti ottenuto misurazioni confrontabili delle forze verticali di reazione al terreno e della traiettoria del centro di pressione in tutti gli esercizi effettuati. È chiaro che i risultati ottenuti riguardano soggetti sani in un unico giorno: sarebbe necessario ripetere il confronto in pazienti con patologie specifiche, o anziani, in test su più giorni.

Gli autori sottolineano poi la necessità di indagare anche l’influenza di diverse velocità sulle misurazioni ottenuto con i plantari. In linea di massima, comunque, questo lavoro supporta l’opportunità di allestire ulteriori studi di approfondimento.

(Lo studio: Cudejko, T., Button, K. & Al-Amri, M. Wireless pressure insoles for measuring ground reaction forces and trajectories of the centre of pressure during functional activities. Sci Rep 13, 14946 (2023). https://doi.org/10.1038/s41598-023-41622-3)