Piede bionico allo studio

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Uno studio belga pubblicato sulla rivista Plos One (De Pauw K, Cherelle P, Tassignon B, Van Cutsem J, Roelands B, Marulanda FG, et al. (2019) Cognitive performance and brain dynamics during walking with a novel bionic foot: A pilot study. PLoS ONE 14(4): e0214711) ha voluto indagare le differenze che esistono nella dinamica neuronale in individui sani rispetto a individui con un piede bionico nell’atto del camminare.

Per farlo, sono stati reclutati 6 soggetti sani, 6 pazienti con amputazione unilaterale transtibiale e 6 con amputazione unilaterale transfemorale: i primi sono stati sottoposti a una sola prova, mentre gli altri due gruppi a 2 prove, una con la protesi che sono abituati a utilizzare e una con una protesi di ultima generazione (Ankle Mimicking Prosthetic foot 4.0).

Ogni prova consisteva nel camminare per 6 e 2 minuti sul tapis roulant con un intervallo di 5 minuti. Mentre i soggetti camminavano, i ricercatori effettuavano i loro controlli: il Sustained Attention to Response (go-no go) Task nella camminata di 6 minuti; un elettro-encefalogramma nella camminata di 2 minuti.

Un primo risultato interessante è questo: i pazienti con amputazione transfemorale hanno avuto bisogno di maggiore concentrazione per camminare con l’Ankle Mimicking Prosthetic foot 4.0 rispetto agli amputati transtibiali: maggiore attenzione si correla con maggiore rischio di cadere, il che significa che la nuova protesi deve essere settata in modo specifico per questa categoria di pazienti.

Anche l’elettroencefalogramma ha individuato delle differenze: gli amputati transfemorali avevano un segnale diverso da quello degli amputati transtibiali e dei soggetti sani. Il tracciato di queste ultime due categorie era invece simile.

Stefania Somaré

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