Secondo l’International Osteoporosis Foundation, 4 milioni di persone in Italia soffrono di osteoporosi.
Le fratture da fragilità colpiscono nel mondo 1 donna su 3 e 1 uomo su 5 over 50, minando l’invecchiamento in buona salute, ed è un trend di crescita.

BES TEST (Bone Elastic Structure Test) – creato da M2TEST srl, startup innovativa di Trieste, tutta al femminile – è un test brevettato per la diagnosi dell’osteoporosi: permette di valutare la qualità della struttura interna dell’osso simulando l’applicazione di carichi su una biopsia virtuale, ottenuta partendo da un’immagine radiografica.

Il sistema si propone a complemento degli strumenti consolidati in uso, per una migliore gestione del paziente a costi contenuti.

BES TEST permette di rilevare e quantificare le alterazioni della struttura ossea con un esame che analizza la struttura trabecolare interna dell’osso, completando e a volte anticipando il quadro clinico derivato dalla densitometria.

Spiega il dott. Rocco De Vitis, U.O.C. Ortopedia e Chirurgia della Mano – Dipartimento di Scienze dell’invecchiamento, neurologiche, ortopediche e della testa-collo, Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs – Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma: «BES TEST offre un’analisi qualitativa dell’osso che è non sostitutiva ma complementare della comune densitometria ossea, che è un’analisi quantitativa.

Semplificando, l’osso deve essere valutato non solo sulla base della quantità di calcio presente, ma anche sulla base dell’elasticità della micro-architettura interna.
Nella pratica clinica, questo si traduce in una valutazione a tutto tondo dell’osso e delle sue caratteristiche e quindi si elimina la possibilità di falsi positivi e falsi negativi, altamente probabili con la sola densitometria».

A differenza del Trabecular Bone Score (TBS), BES TEST non osserva solo le variazioni dei toni di grigio sull’immagine ma permette di sollecitare virtualmente in modo accurato la struttura trabecolare.

In questo modo, può identificare precocemente i soggetti a rischio frattura che sfuggono alla densitometria, contribuendo a migliorare la diagnosi del rischio frattura.
Il test elabora le radiografie planari della mano non dominante acquisite in corrispondenza delle nocche di indice, medio e anulare.

Le radiografie si ottengono con un apparecchio portatile palmare che emette una quantità molto ridotta di radiazioni (meno di un centesimo rispetto alla densitometria), pesa poco e ha ingombro ridotto, per soddisfare anche le esigenze dei centri diagnostici che non possono ospitare soluzioni tradizionali o che vogliono migliorare l’offerta di servizi, aggiungendo il BES TEST alla densitometria.
L’esame richiede un piccolo sensore che il paziente stesso può posizionare sotto il controllo costante del medico.

L’esame dura un minuto e non comporta disagi, non occorre stendersi né spogliarsi.
Una volta acquisiti i dati tramite radiografia, il medico carica le immagini nella sezione dedicata sul sito www.bestest.it, con le proprie credenziali.

Il cuore dell’analisi avviene su cloud, in automatico e mediante trattamento dei dati dei pazienti secondo consenso informato e nel rispetto delle normative sulla privacy in accordo con il GDPR. In breve, un alert avvisa che il referto è pronto e scaricabile.

L’architettura client-server con remotizzazione del calcolo su cloud permette di tenere separato il software di acquisizione delle immagini radiografiche da quello che esegue l’elaborazione e genera la risposta.

Dato che, contrariamente alla parte dell’osso esaminata dalla densitometria, la struttura ossea trabecolare analizzata dal BES TEST si modifica rapidamente e data la citata ridotta quantità di radiazioni emesse, la procedura può essere ripetuta con maggiore frequenza e si presta ad attività di screening anche su pazienti giovani, per tracciare le variazioni nel tempo della struttura ossea.
Sarebbe infatti auspicabile che la prevenzione iniziasse nell’età dello sviluppo e si intensificasse con l’approssimarsi dell’età a rischio.

Aggiunge il dott. De Vitis: «I controlli per l’osteoporosi con la densitometria si devono fare ogni 12-18 mesi, magari abbinati al prelievo per il dosaggio della vitamina D3.
BES TEST, invece, grazie al basso livello di radiazioni emesse, può essere effettuato ogni 4-6 mesi, risultando molto utile a livello sia di prevenzione sia di personalizzazione del trattamento».

BES TEST può essere d’aiuto alle persone con patologie legate all’alimentazione o al metabolismo o diabetiche.
È efficace anche in caso di terapie per tumore al seno o alla prostata, che prevedono assunzione di farmaci dall’impatto sfavorevole sulla struttura ossea, in quanto questi cambiamenti possono essere individuati più rapidamente sulla struttura trabecolare che su quella corticale.
Allo stesso modo e in tempi relativamente brevi, si può valutare anche l’effetto delle terapie per il trattamento dell’osteoporosi sulla struttura ossea e monitorarne l’efficacia.

Alessandra Nicolosi

«Oggi è possibile effettuare il BES TEST in 13 centri polispecialistici presenti nel nord Italia in Friuli Venezia-Giulia, Toscana, Lombardia, Emilia-Romagna e Sardegna e prevediamo presto di arrivare in Lazio e in Sicilia», interviene la dott.ssa Alessandra Nicolosi, CEO e co-founder di M2TEST.

«Il BES TEST può essere effettuato sia nelle farmacie sia in strutture polispecialistiche come centri per l’osteoporosi, per le malattie dell’osso, centri diagnostici e studi dentistici.

Inoltre, stiamo partendo con l’introduzione del BES TEST nel welfare aziendale, iniziando con una collaborazione con il gruppo BNP Paribas Cardif».

«Da parte della comunità medica abbiamo riscontrato un buon livello di interesse e di apertura nei confronti del BES TEST.

Francesca Cosmi

Nell’ultimo decennio, la letteratura scientifica internazionale e la pratica clinica hanno evidenziato che circa la metà delle fratture avvengono in persone che all’esame della MOC risultano a basso rischio.

Il BES TEST nasce proprio dall’esigenza di misurare l’elasticità dell’osso, fornendo insieme alla DEXA, un dato importante per valutare il rischio di frattura, utile per monitorare l’evoluzione dell’osteoporosi, definendo il quadro clinico completo del paziente», conclude la prof.ssa Francesca Cosmi, Dipartimento di Ingegneria e Architettura dell’Università di Trieste e Senior Visiting Scientist al Centro di Riferimento Oncologico-Irccs di Aviano, inventrice del BES TEST e co-founder di M2TEST.

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