Una review alla quale hanno partecipato ricercatori del Dipartimento di Chirurgia Ortopedica del Viborg Regional Hospital e della Aarhus University (entrambi in Danimarca) e ricercatori del Dipartimento di Chirurgia del Central Finland Hospital Noval di Jyväskylä e il Dipartimento di Ortopedia del Tampere University Hospital (Østergaard HK, Mechlenburg I, Launonen AP, Vestermark MT, Mattila VM, Ponkilainen VT. The Benefits and Harms of Early Mobilization and Supervised Exercise Therapy after Non-surgically Treated Proximal Humerus or Distal Radius fracture: A systematic Review and Meta-analysis. Curr Rev Musculoskelet Med. 2021 Mar 10. doi: 10.1007/s12178-021-09697-5. Epub ahead of print. PMID: 33689149) ha evidenziato la necessità di condurre più studi randomizzati per verificare l’efficacia della mobilizzazione precoce nell’ottica del recupero dell’arto superiore dopo una frattura di omero prossimale e di radio distale, due delle fratture più frequenti nell’anziano.

Queste fratture vengono per lo più trattate in modo conservativo, perché questa strategia è risultata essere ottimale in più studi randomizzati, ma non c’è ancora consenso su quale sia la strategia migliore. In particolare, non è chiaro quando sia meglio iniziare il percorso riabilitativo in questi pazienti e nemmeno se questo necessiti di una supervisione o se possa essere condotto in autonomia.

Gli autori hanno incluso nel loro studio 15 studi pubblicati e 5 non pubblicati: dall’analisi statistica dei dati sembrerebbe che la mobilizzazione precoce migliori la funzione dell’arto superiore rispetto a quella ritardata, ma con una differenzia media clinicamente non rilevante. Inoltre, nulla conferma che la mobilizzazione precoce incida positivamente sul range of motion e sul dolore dopo una frattura di omero prossimale.

Sembra però, e questo è un dato positivo, che non aumenti il tasso di complicanza, il che significa che i pazienti sono sicuri. Simili risultati si sono ottenuti anche per la frattura del radio distale.
Gli autori non hanno trovato evidenze nemmeno per la supervisione o non supervisione del percorso riabilitativo.
Queste sono le ragioni per suggerire di effettuare maggiori studi clinici al riguardo.

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