Una delle complicanze dell’emofilia è l’artrite emofilica, che può interessare più articolazioni, gomito incluso.
Questa patologia si manifesta fin dai primi mesi di vita del paziente emofilico e consiste in sanguinamenti a livello della sinovia che in breve portano a modificazioni della normale fisiologia articolare, con fenomeni di infiammazione e alterazione delle cellule locali.

Si instaura, inoltre, un processo degenerativo, per cui la sinovia si arricchisce di capillari e vasi sanguigni, il che favorisce il sanguinamento, l’infiammazione ecc.
In breve, le articolazioni diventano artrosiche, si gonfiano, sono dolenti e rendono difficile il movimento.
Una delle terapie messe in atto per ridurre le fasi acute di questa patologia consiste nell’applicazione di terapie manuali, come sostiene anche uno studio spagnolo, che ne conferma l’efficacia e la sicurezza (Cuesta-Barriuso R, Pérez-Llanes R, López-Pina JA, Donoso-Úbeda E, Meroño-Gallut J. Manual therapy reduces the frequency of clinical hemarthrosis and improves range of motion and perceived disability in patients with hemophilic elbow arthropathy. A randomized, single-blind, clinical trial. Disabil Rehabil. 2021 Mar 8:1-8. doi: 10.1080/09638288.2021.1894607. Epub ahead of print. PMID: 33684015).

La tecnica efficace sarebbe quella fasciale, capace di ridurre la frequenza degli episodi acuti, aumentare il range of motion e ridurre la percezione di disabilità all’arto superiore.
Allo studio randomizzato hanno partecipato 69 pazienti, suddivisi in due braccia di studio: quello d’intervento ha ricevuto un trattamento fasciale da 50 minuti, una volta la settimana per tre settimane.
Secondo gli autori restano la necessità, da un lato, di individuare protocolli efficaci per prevenire la emartrosi e, dall’altro, di formare i fisioterapisti nel trattamento di questi pazienti.

Stefania Somaré

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