La letteratura conferma che la riabilitazione post-intervento e la lenta ripresa del movimento articolare sono fondamentali per assicurare al paziente che si sottopone a una artroplastica totale di ginocchio il miglior esito possibile. Purtroppo, sempre la letteratura ci dice che questo tipo di intervento si associa spesso a un fastidioso dolore che perdura nel tempo, spesso fiaccando la determinazione del paziente al movimento. Si instaura così un meccanismo vizioso che può minare il buon esito dell’intervento e, certamente, intaccare la soddisfazione del paziente.
Un recente studio turco, condotto dalla Facoltà di Scienze della Salute dell’Universitò di Kocaeli e dall’Ospedale statale di Samsun Gazi, propone l’intelligenza artificiale come strumento per proporre procedure motivazionali al paziente nel post artroplastica totale di ginocchio e aiutarlo a superare la kinesiofobia. Pubblicato su BMC Musculoskeletal Disorders, questo studio è randomizzato e controllato e coinvolge 90 pazienti.
Il ruolo dell’intelligenza artificiale
Gli autori hanno utilizzato l’intelligenza artificiale generativa, e in particolare ChatGTP, per realizzare un discorso motivazionale da sottoporre ai pazienti del gruppo di studio. Le premesse da dare in pasto al programma per la preparazione del discorso sono state fatte da un team di specialisti, composto da due ortopedici, due infermieri specializzati in chirurgia, due infermieri specializzati in psichiatria e un fisioterapista. Il testo dello studio riporta le parole date in pasto all’IA generativa: «Ci piacerebbe preparare un testo che aumenti la motivazione dei pazienti dopo una artroplastica totale di ginocchio, con il supporto di un infermiere, dopo il loro ricovero iniziale. Il testo dovrebbe essere corto, conciso e focalizzato su un supporto emozionare, utilizzare un linguaggio supportivo e incoraggiante, spiegare passo passo cosa succederà, dare conforto al paziente e sottolineare un futuro positivo. Inoltre, il testo deve ricordare al paziente che il personale sanitario capisce le paure del paziente e le sue esperienza negative del passato e che è li per lui. Ricordare che il paziente non è solo e che molte altre persone hanno attraversato questa fase. La ripresa precoce del movimento è essenziale e il paziente può sostenerla». Gli autori hanno chiesto di generare 3 testi, per poter poi scegliere quello considerato più adeguato.
Descrizione dell’intervento
Una volta ottenuto il testo, questo è stato utilizzato con i pazienti del gruppo di studio per le prime mobilizzazione dopo l’intervento. Il dolore è stato gestito con un antidolorifico in tutti i pazienti. Poi, le prime mobilizzazioni sono avvenute con l’audio del discorso motivazionale acceso e facendolo girare per 3 volte di fila.
Il discorso è stato rinforzato anche dall’infermiere che ha affiancato il paziente nella sua mobilizzazione, che gli ha ricordato di credere in lui e che ce la può fare. Successivamente è stata eseguita una seconda mobilizzazione. I pazienti del gruppo di controllo hanno invece seguito la prima mobilizzazione senza il supporto del discorso motivazionale. In entrambi i gruppi, prima e alla fine dell’intervento gli autori hanno misurato la kinesiofobia, tramite la Scala d Kinesiofobia di Tampa. Oltre a questo score, gli autori hanno valutato eventuali cambiamenti nei pazienti anche attraverso un questionario realizzato ad hoc e attraverso la scale di mobilità del paziente e dell’osservatore.
I risultati dello studio
Secondo lo studio, l’uso di questo discorso motivazione, unito all’intervento dell’infermiere, hanno facilitato i pazienti del gruppo di studio: tanto i valori della Scala di Kinesiofobia di Tampa che del Patient Mobility and Observer Mobility Scale scores risultano infatti inferiori. Inoltre, nei pazienti del gruppo di studio aumenta il desiderio di alzarsi più volte durante il giorno, tanto che il numero di volte alzate dal letto è infine decisamente superiore nel gruppo di studio che in quello di controllo. Sarebbe interessante applicare lo stesso metodo anche in altre realtà e culture, per verificarne gli effetti.
Alptekin, H.M., Ulubay, S. The effect of an artificial intelligence-assisted motivational procedure on kinesiophobia and mobility after total knee arthroplasty: a randomized controlled trial. BMC Musculoskelet Disord. 2026. Doi: 10.1186/s12891-026-09849-z


