Se il percorso riabilitativo prevede l’utilizzo di un tutore è importante che il paziente si attenga alla prescrizione del medico, soprattutto in termini di tempo di indossamento.

In caso contrario, è possibile che non si riescano a ottenere i risultati sperati.
Il problema è che non sempre il paziente informa il medico di aver utilizzato il tutore meno di quanto prescritto.
Questo è però un dato di valutazione essenziale per il clinico.

La soluzione potrebbe stare in sensori di temperatura da inserire all’interno del tutore: questi segnalano quando il tutore è indossato e quando no.

Uno studio dell’Università La Trobe di Melbourne, in Australia, ha valutato l’efficacia dell’uso di questi sensori per misurare l’aderenza terapeutica verso un tutore di piede (Menz HB, Bonanno DR. Objective measurement of adherence to wearing foot orthoses using an embedded temperature sensor. Med Eng Phys. 2021 Feb;88:19-24. doi: 10.1016/j.medengphy.2020.12.002. Epub 2020 Dec 13. PMID: 33485509).

10 i partecipanti allo studio: questi hanno indossato in modo casuale un tutore con sensore per un periodo di cinque giorni.
Il tempo di indossamento rilevato dal sensore è stato paragonato a quello misurato tramite apposita app.
Gli autori hanno anche registrato la temperatura ambientale e l’attività fisica per verificare se questi possano influenzare i dati del sensore.

Gli esiti sono interessanti: anzitutto, la temperatura ambientale e l’attività fisica non alterano la registrazione del sensore, che riesce a distinguere molto bene i tempi di indossamento da quelli di inutilizzo.
Va da sé che gli autori indicano questa come una soluzione praticabile.
D’altra parte, esistono già realtà consolidate, anche italiane, che sfruttano i sensori di calore per verificare l’indossamento di tutori da parte dei propri assistiti.

Stefania Somaré

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