Per trattare un paziente con spondilolistesi lombare può essere necessario effettuare una fusione vertebrale, che può essere condotta con un intervento open oppure con tecnica chirurgica mininvasiva.

Uno studio retrospettivo tedesco ha messo a confronto outcome e tassi di complicanza per le due tipologie di intervento, valutando anche l’impatto dell’uso della realtà virtuale in fase di pianificazione chirurgica (Zawy Alsofy S, Nakamura M, Ewelt C, Kafchitsas K, Lewitz M, Schipmann S, Suero Molina E, Santacroce A, Stroop R. Retrospective Comparison of Minimally Invasive and Open Monosegmental Lumbar Fusion, and Impact of Virtual Reality on Surgical Planning and Strategy. J Neurol Surg A Cent Eur Neurosurg. 2021 Feb 4. doi: 10.1055/s-0040-1719099. Epub ahead of print. PMID: 33540454).

171 i pazienti coinvolti nello studio, 90 trattati con tecnica mininvasiva e 81 con tecnica open.
I primi hanno avuto meno perdita di sangue, tempi chirurgici ridotti, un ricovero più breve e anche meno complicanze rispetto ai pazienti trattati con tecnica open, però sono stati evidenziati anche aspetti negativi: per esempio, un minor tasso di fusione e un maggior tasso di reintervento.

Occorre, quindi, prestare grande attenzione alla scelta del miglior intervento per il singolo paziente.
Per quanto riguarda l’uso della realtà virtuale, questa risulta essere utile nel pianificare l’intervento.

In particolare, si è osservato che essa influenza significativamente la scelta della terapia chirurgica da eseguire (solo decompressione oppure anche fusione) e, in caso di fusione rigida, la scelta della migliore tecnica da usare. Sembrerebbe invece non avere grande influenza per quanto riguarda il metodo di fusione applicato.

Stefania Somaré

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