Medicina rigenerativa, Istituto Ortopedico Rizzoli recluta volontari per sperimentazioni

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L’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna ha varie sperimentazioni attive in Medicina Rigenerativa, basate sia sull’uso di PRP sia su terapie cellulari con cellule mesenchimali.
Il PRP è un prodotto derivato dal sangue ricco in piastrine che, iniettato a livello dell’articolazione o del tendine, rilascia sostanze e fattori di crescita che promuovono la ricostruzione dell’omeostasi tissutale, modulando il processo infiammatorio.

Simile è l’azione delle terapie cellulari, derivate dal tessuto adiposo, che riescono però anche a supportare la rigenerazione del tessuto.
Parlando di terapie cellulari, di recente l’Istituto bolognese ha anche vinto un grant per la ricerca finalizzata sull’efficacia di diversi concentrati contenenti cellule staminali mesenchimali per il trattamento dell’osteoartrosi del ginocchio.

L’Istituto sta quindi cercando volontari che vogliano rientrare in uno degli studi in atto. Possono accedere alla ricerca uomini e donne che abbiano segni e sintomi di patologia degenerativa della cartilagine di ginocchio o anca oppure di tendinopatia dell’Achille o del rotuleo.
Gli interessati possono contattare il centro Applied and Translational Research center (ATRc).

Gli operatori sottoporranno i richiedenti a un primo screening, selezionando quelli che possono procedere agli step successivi che prevedono l’esecuzione di esami diagnostici, se non già effettuati, e una visita con l’ortopedico. Sarà quest’ultimo a decidere se il soggetto possa o meno accedere alla sperimentazione e a quale avviarlo.

Non possono fare richiesta coloro i quali: si siano sottoposti a infiltrazione nel distretto anatomico in questione di altra sostanza entro i 6 mesi precedenti; abbiano subito un intervento chirurgico al distretto anatomico in questione nei 12 mesi precedenti; abbiano malattie ematologiche, in particolare coagulopatie, in terapia con anticoagulanti-antiaggreganti non sospendibili nel periodo del trattamento; abbiano malattie cardiovascolari, diabete mellito non compensato, malattie neoplastiche in atto, malattie dismetaboliche della tiroide o malattie reumatiche. Tutte le sperimentazioni sono approvate dal Comitato Etico del Rizzoli (Comitato Etico AVEC).

Le patologie scelte sono molto diffuse tra la popolazione. Per esempio, l’artrosi interessa oltre 4 milioni di italiani, per lo più anziani, anche se sembra che oltre l’80% degli over 55 abbia già segni radiografici di artrosi. Le terapia infiltrative possono essere utilizzate, per esempio, per gestire al meglio il dolore nelle prime fasi di artrosi, ma sono anche utili nelle patologie tendinee, come la tendinopatia dell’Achille.

Tipica degli sportivi, in particolare danzatori, corridori e tennisti, questa tendinopatia provoca un forte dolore nella parte posteriore del tallone, limitando il passo. Nella popolazione generale ha una prevalenza di 2,35 casi ogni 1000 richieste di consulto. Anche la tendinopatia rotulea è una patologia per lo più sportiva, che interessa cestisti, pallavolisti e, più in generale, gli sport che richiedono forza esplosiva. Anche questa va trattata perché limita l’attività del paziente.

Stefania Somaré