La medicina riabilitativa ha un ruolo fondamentale nello stare vicino ai pazienti sopravvissuti all’infezione da Covid-19, soprattutto a quelli che hanno sviluppato le forme più aggressive, necessitando di allettamento e trattamenti respiratori.

Uno studio internazionale che ha coinvolto Paesi europei e il Nord America ha evidenziato alcune delle esperienze messe in atto da diversi centri di riabilitazione (Carda S, Invernizzi M, Bavikatte G, et al. Covid-19 pandemic. What should PRM specialists do? A clinician’s perspective [published online ahead of print, 2020 May 19]. Eur J Phys Rehabil Med. 2020;10.23736/S1973-9087.20.06317-0. doi:10.23736/S1973-9087.20.06317-0).

Un primo risultato di questo confronto è stato evidenziare le principali necessità riabilitative di questi sopravvissuti, che sono primariamente di carattere respiratorio, ma non solo.
Molti pazienti hanno infatti cali di carattere cognitivo, legati tanto al sistema nervoso centrale quanto a quello periferico, problemi dovuti a miopatie e neuropatie pregresse, disfagia, dolore e rigidità articolare e problematiche psichiatriche.

Gli autori hanno fornito una serie di suggerimenti per la gestione dei servizi riabilitativi e dei pazienti Covid, oltre a indicare le migliori opzioni di trattamento praticabili in questo contesto.

Lo studio vuole offrire ai colleghi una base per lavorare al meglio all’interno dei propri servizi riabilitativi, favorendo quindi la migliore gestione dei pazienti.
Allo studio hanno partecipato anche l’Unità di Neurofisiologia dell’Irccs Istituto San Raffaele di Milano, il Dipartimento di Scienze della Salute dell’Università del Piemonte Orientale di Novara e il Centro Riabilitativo di Villa Beretta dell’Ospedale Valduce di Costamasnaga (Lecco).

Stefania Somaré

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