Manipolazione fasciale e affidabilità dell’operatore

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La manipolazione fasciale è una tecnica sviluppata dal fisioterapista vicentino Luigi Stecco circa trent’anni fa che prevede di trattare la fascia, membrana presente sotto la cute che avvolge i muscoli, espandendosi al loro interno, per risolvere disturbi di vario genere, tra cui alterazioni della postura, lombalgia, cervicalgia, epicondilite.

L’idea è che se la fascia si densifica in alcune sue parti, non può più fungere da collante armonico tra le varie parti dell’apparato muscolo-scheletrico ma, al contrario, crea tensioni e problemi.
Ecco dunque che, dopo aver approfondito la storia clinica del paziente, vecchia o recente, l’operatore procede con una valutazione motoria e una palpatoria: i risultati di questa analisi determinano il trattamento successivo.

L’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna ha pubblicato uno studio su questa tecnica (Andrea Cotti, Massimiliano Del Corso, Roberto Diana, Luigi Cornale, Alessandra Sudanese, Antonio Stecco & Mirco Branchini (2019) Inter and Intra Operator Reliability of Motor and Palpation Evaluation in Fascial Manipulation in individuals with coxarthrosis, Journal of Manual & Manipulative Therapy).

L’obiettivo era capire se la valutazione palpatoria e manuale possa essere influenzata dall’operatore e se il metodo abbia effetti positivi su pazienti con coxartrosi primaria.

I risultati hanno confermato la validità della manipolazione fasciale nel ridurre il dolore e aumentare il range of motion di pazienti affetti da questa degenerazione articolare.
Inoltre, le due valutazioni sono affidabili anche se condotte da un operatore con poca esperienza.
Lo studio è stato condotto su una settantina di pazienti, suddivisi in un gruppo di studio e un gruppo di controllo.

Stefania Somaré

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