Lussazione di rotula nell’osso immaturo e ricostruzione del legamento laterale

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La lussazione laterale della rotula è una tipica affezione giovanile che colpisce principalmente ragazzi tra i 14 e i 17 anni, per lo più femmine, con instabilità rotulea. In questi soggetti può bastare un trauma di lieve entità e la rotula esce dalla propria sede naturale. Il ginocchio si presenta quindi esteso, molto gonfio e dolente, con limitazione alla flessione. Il trauma può interessare anche il legamento collaterale mediale e/o il legamento crociato anteriore.

Spesso il primo trattamento è di tipo conservativo e prevede uso di ghiaccio, immobilizzazione dell’arto per un paio di settimane, sollevamento della gamba e, in seguito, una breve riabilitazione. Se il soggetto è sportivo, può tornare a praticare dopo un paio di mesi.

In chi soffre di instabilità rotulea la lussazione può ripetersi più volte nel tempo: in questi casi si può optare per un trattamento chirurgico. Ma quale? Un recente studio austro-tedesco suggerisce l’uso di una ricostruzione del legamento mediale della patella, associata a ottimi risultati nel medio-lungo periodo. Questo intervento sembra essere infatti efficace anche in soggetti che non sono ancora giunti a completa maturazione ossea. Gli autori hanno effettuato uno studio retrospettivo su 49 pazienti operati tra il 2014 e il 2018, di età inferiore ai 16 anni e con radiografie pre e post-operatorie di qualità disponibili, valutando i casi di ridislocazione e gli outcome a medio termine.

Gli strumenti utilizzati sono stati i seguenti: Tegner Activity Scale, International Knee Documentation Committee (IKDC) Subjective Knee Form, Lysholm score e il Kujala score. In tutto gli interventi revisionati sono stati 54, per un tasso di rilussazione del 6.7%, pari a 3 pazienti in tutto. Questi casi sono stati ulteriormente analizzati alla ricerca di eventi epidemiologici, intraoperatori o radiologici che potrebbero averli influenzati.

Gli autori inoltre scoperto che non ha importanza se i pazienti soffrono di displasia della troclea o di altezza rotulea: queste due condizioni non sembrano infatti influenzare in alcun modo il tasso di rilussazione.
Piuttosto, vale la pena soffermarsi sulla presenza o meno di lesioni cartilaginee: queste, soprattutto se posizionate nella parte posteriore della rotula, possono essere predittrici di esiti peggiori dopo l’intervento e quindi anche di ridislocazioni.

Lo score di Lysholm e quello di Kujala sono risultati essere infatti più bassi nei pazienti con un grado di lesione cartilagineo maggiore o uguale a 3, rispetto a quelli che lo hanno inferiore a 3. I chirurghi devono quindi prestare attenzione alla qualità della cartilagine posteriore dei giovani pazienti sottoposti alla ricostruzione del legamento laterale della rotula, così da individuare quelli da seguire più da vicino nel post-operatorio oppure cui consigliare come comportarsi per ridurre il rischio di incorrere in nuove lussazioni.

(Lo studio: Schlumberger M, Schuster P, Hofmann S, et al. Midterm Results After Isolated Medial Patellofemoral Ligament Reconstruction as First-Line Surgical Treatment in Skeletally Immature Patients Irrespective of Patellar Height and Trochlear Dysplasia. The American Journal of Sports Medicine. 2021;49(14):3859-3866. doi:10.1177/03635465211050419)

Stefania Somaré