Lombalgia, i corsetti rigidi indeboliscono la muscolatura del tronco?

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La lombalgia è tra le prime cause di disabilità nel mondo ed è anche tra i disturbi più diffusi. Sebbene una recente revisione ne indichi una riduzione dell’incidenza nel 2019 rispetto al trentennio precedente, soprattutto nel sud-est asiatico, nei Paesi ad alto reddito (come Usa, penisola arabica, Europa orientale, Russia asiatica, Giappone) il problema è ancora serio, con un’incidenza che va da 3371 a 4179 casi ogni 100.000 abitanti.
In Europa, per esempio, nel 2019 gli stati più colpiti da basso mal di schiena erano Polonia e Romania.

L’Italia, invece, aveva tassi pari a 3041-3371 casi ogni 100.000 abitanti, così come la Gran Bretagna. Migliore la situazione, invece, in Francia e in buona parte dei Paesi Scandinavi. La stessa revisione conferma, poi, che il problema è particolarmente sentito negli anziani e nel genere femminile: se si considetano i tassi di incidenza standardizzati per il genere femminile, infatti, quasi la totalità dell’Europa presenta valori di incidenza superiori a 3029 casi/100.000 abitanti.

Esistono, inoltre, evidenze che il mal di schiena sia tra le prime cause di assenteismo dal lavoro, soprattutto per chi pratica lavori faticosi. Generalmente gli specialisti non prescrivono corsetti in questi pazienti: fino a oggi la letteratura, infatti, non ha ancora fornito evidenze chiare rispetto alla loro efficacia.
Al contrario, c’è la convinzione diffusa che questi tutori possano indebolire la muscolatura del tronco e, quindi, in un certo senso lavorare contro il recupero del paziente.

Uno studio francese, condotto su 22 pazienti ai quali era stato prescritto un corsetto rigido per un periodo di 3 mesi, sembra negare questa convizione. Anzi, in un certo senso fornisce risultati opposti.
Andiamo con ordine. Alla fine dei 3 mesi di trattamento i pazienti sono stati valutati con una serie di test che indicano la forza della muscolatura, nello specifico il Biering-Sørensen test per il tronco e il Shirado test per gli addominali, e la funzionalità della schiena, come il test di flessibilità della colonna e la Quebec Scale. Infine, gli autori hanno utilizzato la visual analog scale per il dolore.

I risultati indicano un miglioramento significativo nei punteggi ottenuti dai pazienti con il Biering-Sørensen test e con la Quebec Scale, oltre che nel dolore percepito.
Lo studio smentisce, quindi, che l’uso del corsetto rigido possa indebolire la muscolatura del tronco, mettendo al contempo in evidenza la sua capacità di ridurre il sintomo doloroso.

A questo studio multicentrico hanno partecipato l’ospedale universitario di Sant-Étienne, affiliato all’Università di Lione e a quella di Jean Monnet, il centro ortopedico Lagarrigue di Lione, il centro ortopedico Santy, la Clinique du Parc e la Clinique St Charles, tutti a Lione.

(Lo studio: Rimaud, Diana PhD; Rieffel, Naomi MSc; Fayolle-Minon, Isabelle MD; Vedreine, Philippe MSc; Ebermeyer, Eric MD; Salmochi, Jean-François MD; Jacquin, Olivier MD; Dye, Emmanuel MSc; Mazel, Clément MSc; Calmels, Paul MD, PhD. The Effect of Rigid Spinal Orthosis on the Muscular Capacity of Patients With Low Back Pain – A 3-Month Follow-up Study. Journal of Prosthetics and Orthotics 35(1):p 19-24, January 2023. | DOI: 10.1097/JPO.0000000000000390)

Stefania Somaré