Lombalgia cronica aspecifica, esercizi in supervisione o laser guidati?

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La riabilitazione è indicata nelle linee guida per il trattamento della lombalgia cronica aspecifica come una delle soluzioni terapeutiche più efficaci, da associare all’educazione del paziente.

Qual è il protocollo più efficace e quali sono gli esercizi che funzionano di più? Negli ultimi decenni si è resa, per esempio, evidente la necessità di destrutturare il concetto di dolore dei pazienti e le loro convinzioni, perché queste hanno un ruolo fondamentale nella cronicizzazione del dolore stesso.

Si parla, in questo caso, di educazione neurofisiologica del dolore (PNE). Un recente studio spagnolo, per esempio, mette a confronto due diverse modalità riabilitative, una con supervisione (SET) e l’altra con guida esterna effettuata da laser (LGET), valutandone l’impatto tanto sul controllo posturale di pazienti con lombalgia aspecifica cronica, quanto sulla PNE.

La sperimentazione clinica è di tipo comparativo randomizzato in singolo cieco e coinvolge 60 pazienti, 30 per ognuno dei due metodi. In entrambi i casi il percorso riabilitativo è durato 16 ore, divise in 2 sessioni settimanali da un’ora per 8 settimane, nelle quali sono stati eseguiti esercizi di stabilizzazione lombo pelvica in posizione supina, in quadrupedia e, infine, in posizione eretta.

Il gruppo LGET, rispetto a quello SET, sono stati guidati da un laser localizzato in un punto medio tra le due spine iliache antero-superiori.
Entrambi i gruppi, infine, hanno seguito sessioni di PNE un’ora la settimana per tutte le 8 settimane di programma, ricevendo informazioni anatomiche riguardanti i muscoli stabilizzatori della spina dorsale, l’origine del dolore, l’importanza dell’emotività e delle convinzioni personali e altro ancora.
A ognuno è stato fornito materiale di supporto in vari formati.
Inoltre, le sessioni di PNE hanno utilizzato la gamification.

Tutti i partecipanti sono stati sottoposti a valutazione posturale in varie fasi dello studio: prima dell’inizio del percorso, una settimana dopo la conclusione dello stesso e dopo 3 mesi. In ognuna di queste occasioni hanno eseguito compiti posturali in 4 diverse situazioni a difficoltà crescente: a occhi aperti su superficie stabile, a occhi chiusi su superficie stabile, a occhi aperti su superficie instabile e, infine, a occhi chiusi su superficie instabile. Ogni test è durato 30 secondi.

I parametri misurati sono stati la performance all’accelerometro e gli spostamenti di pressione sulla pedana a pressione, appunto. Lo studio mette in evidenza miglioramenti in entrambi i gruppi di studio per tutte e due i parametri, sebbene quello seguito con LGET insieme a PNE abbia mostrato performance più alte all’accelerometro. Questi risultati portano gli autori a sottolinere l’importanza di continuare studi in questa direzione, nel quale valutare l’efficacia di vari stili riabilitativi in diversi gruppi di persone con dolore cronico.

In particolare, la lombalgia cronica aspecifica è una condizione molto diffusa anche tra gli under 45 e, anche per questo, rappresenta una voce di spesa socio-sanitaria molto importante, perché si associa ad alti tassi di assenza dal lavoro, a una riduzione delle performance, a disabilità e al conseguente consumo di risorse sanitarie.
Lo studio è stato condotto da ricercatori clinici e di ingegneria informatica dell’Università di Extremadura, a Badajoz.

(Lo studio: Caña-Pino A, Apolo-Arenas MD, Carmona Del Barco P, Montanero-Fernández J, Espejo-Antúnez L. Supervised exercise therapy versus laser-guided exercise therapy on postural control in subjects with non-specific chronic low back pain: a randomized controlled clinical trial. Eur J Phys Rehabil Med. 2023 Feb 6. doi: 10.23736/S1973-9087.23.07430-0. Epub ahead of print. PMID: 36745155)

Stefania Somaré