Quando si ha una lesione a più livelli della mano e viene colpito anche il circolo vascolare, può essere necessario scegliere tra effettuare un’amputazione, e quindi dotare il paziente di protesi, o reimpiantare la parte di mano che si è staccata (per esempio, una falange o un dito intero).

Secondo una review retrospettiva la scelta della strada da percorrere andrebbe calibrata sul singolo caso, dal momento che ognuna delle due soluzioni presenta vantaggi e svantaggi (Kwak SH, Lee SH, Rhee SJ, Jang HS, Kim DH, Kim YJ. Multilevel Dysvascular Injury of the Hand: Replantation versus Revision Amputation. Plast Reconstr Surg. 2020 Oct;146(4):819-829. doi: 10.1097/PRS.0000000000007158. PMID: 32970003).

Il reimpianto ha senza dubbio risultati migliori dal punto di vista funzionale e dà maggiori soddisfazioni ai pazienti ma è una pratica molto costosa e richiede la presenza di uno specialista della mano.
Al contrario, l’amputazione è più economica per l’ospedale e può essere condotta anche in un ospedale senza il chirurgo della mano o comunque con minori risorse.
Questa seconda opzione richiede però l’uso di una protesi e lo studio rivela che non tutti i soggetti che si vedono amputare la mano o parte di essa riescono poi a usare una protesi.

Gli autori suggeriscono di parlare anche di questi aspetti nel colloquio preoperatorio con il paziente.
Lo studio è stato condotto su una serie di casi, 8 dei quali sono stati sottoposti a reimpianto e 11 ad amputazione: di questi ultimi 3 non hanno voluto usare una protesi per recuperare la funzionalità della mano.
Degli 8 pazienti che hanno conservato la mano, invece, tutti hanno mantenuto la capacità di afferrare gli oggetti, motivo per cui questa opzione resta quella con la migliore efficacia.

Stefania Somaré

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