Instabilità di spalla, quando la riabilitazione è particolarmente utile?

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sindrome spalla

All’origine dell’instabilità di spalla vi è una serie di fattori, alcuni di carattere anatomico, come una congenita lassità dei legamenti o una lassità acquisita per usura ed età, e alcuni legati invece alle attività svolte.

In questo senso, ci sono alcuni sport che possono favorire l’insorgenza dell’instabilità di spalla: si tratta soprattutto di quelli che richiedono movimenti ripetuti dell’arto sopra il capo, come il nuoto, la pallavolo, la ginnastica e il sollevamento pesi. In tutti questi casi, l’attività sportiva genera sollecitazioni meccaniche anomale a livello dell’articolazione e, in particolare, di tessuti molli e strutture nervose, portando alla comparsa di sintomi dolorosi e parestesie dell’arto superiore. Proprio di questi casi ha parlato di recente il dott. Xavier A. Duralde, chirurgo della spalla e presidente dell’American Shoulder and Elbow Surgeons Society, nel corso del meeting Orthopedics Today Hawai.

Più nel dettaglio, il chirurgo ha spiegato come, in un atleta, la stabilità di spalla possa variare a seconda della direzione e del grado di movimento effettuato: ecco perché è importante identificare rotture nella catena cinematica del movimento del paziente e ogni deficit di rotazione interna gleno-omerale. Ma non basta! Spesso le richieste del paziente sono personali, e differiscono in base allo sport praticato e alla mano dominate. Bisogna quindi essere in grado di valutare caso per caso e di osservare il paziente nella sua totalità. Ecco un esempio. Durante il meeting il dottor Duralde ha spiegato che quando gli si presenta un atleta che ha come gesto sportivo il lancio e che prova dolore mentre lo esegue, come prima cosa esegue un “single-leg stability test” durante il lancio. Spesso, infatti, il problema alla spalla deriva da una debolezza o da un disequilibrio alla gamba che spinge durante il lancio: ciò provoca una catena cinetica impropria già alla partenza che porta troppo stress alla spalla.

Nella maggioranza dei casi, ha assicurato il chirurgo statunitense, se si risolve questo problema anche il dolore alla spalla sparisce. Ecco allora che diventa sempre più importante osservare l’atleta a 360° e non concentrarsi solo sulla spalla, anche se questa è il punto dolente.
Il dott. Duralde, però, non si è fermato qui. A suo parere, in assenza di una grave instabilità non c’è nessun test abbastanza specifico per consentire una diagnosi completa: occorre allora analizzare la storia clinica del paziente, osservare le radiografie e altri esami a propria disposizione per farsi un’idea del problema e intervenire. Non basta affidarsi ai test, quindi, ma occorre avere esperienza e competenza per capire la situazione.

I deficit della rotazione interna gleno-omerale sono molto comuni, ha sottolineato ancora lo specialista: bisogna quindi porci attenzione… Così come occorre dare la giusta importanza alla riabilitazione, definita come “il pilastro” dell’intervento ortopedico: questo consiste, all’inizio, di controllo dell’infiammazione, recupero di flessibilità e forza della muscolatura, ma non solo… importante lavorare anche sull’allenamento propriocettivo, sulla stabilizzazione scapolare e sulla pliometria.

Inoltre, per i lanciatori, bisogna ideare un percorso riabilitativo che aumenti la loro flessibilità e li aiuti a recuperare il completo angolo di movimento senza sentire dolore o debolezza. Ma quali sono i tassi di successo del trattamento conservativo, che comunque deve essere preferito all’atto chirurgico finché possibile? Questi dipendono anche dallo stato della spalla all’arrivo del paziente: se ci sono già segni di lesione, allora si aggirano sul 40%, se invece il chirurgo ortopedico riesce a intervenire prima, la percentuale di successo aumenta. Qualora sia necessario intervenire chirurgicamente, occorre pensare all’approccio meno invasivo possibile, soprattutto se lo sportivo vuole tornare in campo. Questo il pensiero del dottor Duralde.

(Lo fonte: Duralde XA. How I treat repetitive overhead athletes with instability. Presented at: Orthopedics Today Hawaii 2022. Jan. 9-13, 2022; Waikoloa, Hawaii)

Stefania Somaré