Immaginazione motoria per esiti di ictus

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L’ictus è la seconda causa di morte e la terza causa di disabilità al mondo. Si stima che, a livello globale, il 25% della popolazione adulta subirà almeno un evento di stroke dopo i 25 anni di età, aggiungendosi agli oltre 110 milioni di pazienti che hanno già avuto un ictus e sopravvivono con le sue conseguenze.

Inoltre, sebbene il rischio di incorrere in questo evento patologico aumenti con l’età, non occorre essere anziani per avere un ictus, tant’è che il 16% degli eventi colpisce gli under 50, mentre il 60% accade in soggetti tra i 50 e i 70 anni.

La riabilitazione è la via terapeutica sovrana in questo ambito: è fondamentale per favorire il processo di rimodellazione sinaptica che può portare i neuroni sopravvissuti a prendere il posto di quelli morti. Ovviamente, i successi ottenuti dipendono anche dalla gravità e dalla estensione del danno subito. Nel tempo sono stati studiati diversi approcci riabilitativi per massimizzare il rimodellamento sinaptico.

Tra questi, anche la “immaginazione motoria” (motor imagery, MI), che consiste nell’allenare una parte non eseguendo, ma immaginando un’azione. Storicamente, questo metodo presenta alcune difficoltà di studio, come quella di valutare la reale partecipazione del paziente o di quantificare i suoi effetti concreti.

Un recente studio cinese, condotto dalla Shantou University in collaborazione con lo Jiaxing Second Hospital rehabilitation center, propone un nuovo metodo per applicare la MI: l’uso di un sistema basato su ambiente virtuale e combinato con feedback in tempo reale basato su elettromiografia.

Ideato dagli autori dello studio, pubblicato su IEEE transaction on neural systema and rehabilitation engineering, il sistema propone uno scenario immersivo ideale per la riabilitazione degli arti superiori: un allenamento di tiri a canestro.
Nella fase di sviluppo, i ricercatori hanno valutato le reazioni del sistema nervoso con una encefalografia, considerando tanto la banda di frequenza α quanto la β.

Il sistema è stato quindi testato in due diverse modalità di utilizzo, da solo e in combinazione con l’osservazione dell’azione (AO), e confrontato con i risultati della sola osservazione dell’azione, ovvero il modo tradizionale di utilizzare la MI, e con i valori iniziali. 8 i pazienti inseriti nello studio.

Gli autori hanno osservato che la combinazione di MI e AO porta a eventi più significativi di desincronizzazione nella banda α rispetto agli altre modalità testate, e similmente induce eventi di desincronizzazione conseguenti anche nella banda β: insieme, queste osservazioni supportano la capacità del sistema sviluppato di facilitare l’allenamento con MI.

Se si prendono in considerazione i valori dell’elettromiografia si osserva, inoltre, che la forza muscolare sviluppatesi durante il training MI + AO è quella più intensa, il che dimostra che questo feedback può essere usato per valutare la reale partecipazione del soggetto all’allenamento riabilitativo.
Gli autori sembrano, quindi, aver superato i limiti della MI, rendendo possibile studiarla più a fondo e trovare i migliori ambiti di applicazione.

(Lo studio: Lin M, Huang J, Fu J, Sun Y, Fang Q. A VR-Based Motor Imagery Training System with EMG-Based Real-Time Feedback for Post-Stroke Rehabilitation. IEEE Trans Neural Syst Rehabil Eng. 2022 Sep 27;PP. doi: 10.1109/TNSRE.2022.3210258. Epub ahead of print. PMID: 36166567)

Stefania Somaré