Il prof. Innocenti dirige la nuova Clinica Ortoplastica del Rizzoli

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Marco Innocenti

L’Istituto Ortopedico Rizzoli amplia i propri servizi con l’apertura della Clinica 4 Ortoplastica, una struttura complessa a direzione universitaria che si focalizza sul trattamento di situazioni particolarmente complicate, in cui servono competenze di natura ortopedica, traumatologica e anche di chirurgia plastica ricostruttiva.

Un aspetto importante per una struttura come il Rizzoli di Bologna che è già centro di riferimento per i tumori muscoloscheletrici, le infezioni ossee e la traumatologia complessa.
Più nel dettaglio, l’Ortoplastica si concentra su condizioni gravi nelle quali sono coinvolti contemporaneamente tessuti scheletrici e molli, con grandi perdite di sostanza, riuscendo a garantire sia una ricostruzione anatomica che funzionale.
I casi tipici sono esiti di traumi ad alta energia o situazioni oncologiche.

Direttore della nuova Clinica è il prof. Marco Innocenti, riconosciuto come uno dei maggiori esperti di Ortoplastica a livello internazionale. Fiorentino di nascita, Innocenti è stato fino all’arrivo al Rizzoli professore ordinario e direttore della Scuola di Specializzazione in Chirurgia Plastica dell’Università di Firenze e direttore della Chirurgia Plastica Ricostruttiva e Microchirurgia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Careggi di Firenze.

Nel frattempo, ha collaborato con i principali centri di ortopedia oncologica del Paese e con l’Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze, oltre a formarsi presso il Trauma Center del Careggi: è diventato così molto esperto di chirurgia della mano e di grandi ricostruzioni ortoplastiche, sia dovute a traumi ad alta energia che a patologie neoplastiche. In particolare, ha perfezionato le tecniche e ottimizzato i risultati sia oncologici che ricostruttivi nell’ambito della cura multidisciplinare dei sarcomi del sistema muscoloscheletrico dell’adulto e del bambino.

Durante la sua carriera il professor Innocenti ha condotto 1000 interventi microchirurgici, alcuno totalmente originali e poi diffusi tramite letteratura internazionale di settore; negli ultimi anni ha inoltre collaborato alla realizzazione e messa a punto di una piattaforma robotica con la quale ha eseguito, a luglio 2020, i primi interventi di lembo libero al mondo con anastomosi microvascolare robotica, eseguendo i collegamenti tra vasi del tessuto impiantato e nativo tramite il robot chirurgico. È chiaro che tutta questa competenza non può che giovare all’Istituto Bolognese, che può così mettere in cantiere anche programmi di ricerca avanzata, puntando soprattutto alla ricostruzione bionica degli arti, all’allotrapianto di articolazioni vascolarizzate e alla microchirurgia robotica.

Stefania Somaré

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