Gonartrosi negli under 60 e ruolo delle infiltrazioni

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Generalmente la protesi di ginocchio viene destinata a pazienti over 60 con artrosi o a soggetti più giovani ma con patologia molto avanzata. Per gli altri, il dolore viene gestito con terapia fisica, fisioterapia e infiltrazioni. Queste ultime, in particolare, sembrano essere particolarmente efficaci.

Una revisione sistematica condotta dal Dipartimento di Chirurgia Ortopedica del Rush University Medical Center di Chicago, in Illinois (USA), ha messo a confronto varie tipologie di infiltrazioni per determinare quale sia più efficace nel trattare il dolore di ginocchio da artrite in soggetti “giovani” (Singh H, Knapik DM, Polce EM, et al. Relative Efficacy of Intra-articular Injections in the Treatment of Knee Osteoarthritis: A Systematic Review and Network Meta-analysis. The American Journal of Sports Medicine. August 2021. doi:10.1177/03635465211029659).

In particolare, i ricercatori si sono concentrati su infiltrazioni di acido ialuronico, di corticosteroidi, di plasma ricco di piastrine (PRP) e di plasma ricco di fattori di crescita (PRGF). Per migliorare l’evidenza, è stato considerato anche il placebo.
Gli autori hanno quindi cercato in letteratura tutti gli studi adeguati, ponendo attenzione anche al periodo di follow-up che doveva essere di almeno 6 mesi.

La metanalisi successiva ha rivelato che tutti i tipi di infiltrazione portano a un miglioramento significativo nel dolore rispetto al placebo, tranne quella di corticosteroidi. Inoltre, l’uso di PRP sembra portare a un miglioramento significativo della funzionalità del ginocchio, se paragonato ai corticosteroidi e al placebo, probabilmente perché produce maggiori effetti nell’articolazione.
Simile l’azione dei PRGF.

In ogni caso, lo studio evidenzia che sono le PRP ad avere la maggiore probabilità di incidere positivamente su dolore e funzionalità contemporaneamente, seguite da PRGF, acido ialuronico, corticosteroidi e placebo.
Come spesso accade nelle revisioni sistematiche, gli autori evidenziano anche l’esigenza di aumentare gli studi e la qualità degli stessi sul tema, per ottenere evidenze sempre più forti rispetto all’azione di interventi non operatori per trattare l’artrosi di ginocchio.
D’altronde, questo è un problema in aumento non solo negli over 60, ma anche in soggetti più giovani, sia per l’azione dello sport ad alta intensità, sia del sovrappeso.

Stefania Somaré