Gonartrosi, metodo SUMIT per favorire l’attività fisica

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Il dolore associato alla gonartrosi porta spesso il paziente a ridurre l’attività fisica, mettendolo a rischio di patologie sistemiche e peggioramenti al ginocchio stesso. Vediamo quale impatto possono avere delle sessioni motivazionali.

La gonartrosi è una condizione che interessa circa 2 adulti su 1000, con prevalenza direttamente proporzionale all’età e massima negli over 80 (circa il 50%). Nei soggetti in cui questa patologia degenerativa delle cartilagini è sintomatica, il dolore può portare a una riduzione dell’attività fisica, con conseguenze dannose non solo dal punto di vista sistemico, ma anche sulla patologia: la forza muscolare dell’arto inferiore risulta infatti essenziale per stabilizzare il ginocchio e rallentarne la degenerazione.

Per questo uno studio australiano, pubblicato su BMJ Open, valuta l’efficacia del metodo SUpported Motivational InTerviewing – SUMIT nello stimolare pazienti con gonartrosi a mantenere o riprendere l’esercizio fisico. Lo studio è pilota, quindi coinvolge un campione di soli 32 pazienti, ma è randomizzato controllato.

Il metodo SUMIT prevede la somministrazione di colloqui motivazionali da parte di fisioterapisti con esperienza di almeno 5 anni e con formazione ad hoc.
In questo caso, i pazienti hanno partecipato a 5 sessioni di 30 minuti l’una nell’arco di 10 settimane, calibrate sulle reali esigenze e disponibilità di cambiamento dei pazienti.

Favorire il ritorno all’attività fisica

Gli autori hanno preso in considerazione vari parametri, andando alla ricerca di più obiettivi, primo fra tutti capire se i criteri di selezione dei pazienti fossero adeguati, così come il protocollo di studio nel suo insieme. I risultati del lavoro supportano le scelte fatte, sebbene indichino anche l’esigenza di introdurre una serie di variazioni, per esempio nel numero dei partecipanti e nei criteri di reclutamento.

Gli altri parametri selezionati riguardano invece la risposta del paziente all’intervento. Per misurare i cambiamenti eventualmente effettuati dai pazienti nel corso delle settimane, gli autori li hanno dotati di un accelerometro ActivPAL che registra numero di passi e cadenza.
In questo modo hanno potuto osservare che i pazienti sottoposti a metodo SUMIT e con accesso al supporto digitale hanno aumentato il tempo giornaliero impiegato nel cammino e la cadenza del passo, arrivando a 15 minuti per una cadenza di 100 passi al minuto, il limite minimo considerato di protezione nei confronti della mortalità per tutte le cause.

Similmente, il gruppo di studio ha visto migliorare il dolore, la funzionalità e gli esiti dello score KOOS, oltre a qualità di vita legata alla salute, pressione sistolica e 30 second chair stand test. Ci sono, però, delle lacune da colmare. Per esempio, gli autori sottolineano che il loro studio è stato svolto durante le limitazioni imposte dal Covid-19: non si può quindi escludere che la maggiore attività fisica registrata non sia dettata anche da maggiore disponibilità di tempo.

Per quanto riguarda, invece, la riduzione del dolore e il miglioramento della funzionalità del ginocchio, gli autori reputano importante effettuare sessioni motivazionali ravvicinate, in modo da rinforzare i messaggi passati e supportare al meglio il paziente nella fase di cambiamento.

(Lo studio: Bell EC, O’Halloran P, Wallis JA, Crossley KM, Gibbs AJ, Lee A, Jennings S, Barton CJ. Using SUpported Motivational InTerviewing (SUMIT) to increase physical activity for people with knee osteoarthritis: a pilot, feasibility randomised controlled trial. BMJ Open. 2023 Nov 21;13(11):e075014. doi: 10.1136/bmjopen-2023-075014. PMID: 37989380; PMCID: PMC10668304)