Gonartrosi mediale, AFO e plantari con cuneo laterale

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L’artrosi di ginocchio è una delle patologie croniche legate principalmente a usura ed età che si sta diffondendo nella popolazione, anche a causa di una sempre maggiore sedentarietà che determina una riduzione della massa muscolare a favore della massa grassa, di fatto appesantendo il ginocchio dal punto di vista ponderale senza dargli il giusto supporto muscolare. A questi casi, i più diffusi, si affiancano invece le artrosi dovute a usura da sforzo, tipica di alcuni tipi di lavoro e anche di soggetto sportivi.

A meno di casistiche particolarmente gravi sin dalla prima visita, il tipico approccio iniziale all’artrosi di ginocchio è sempre di natura conservativa: l’intento è quindi di ridurre lo stato infiammatorio presente a livello articolare e di rallentare la degenerazione delle cartilagini anche rafforzando la muscolatura che fa da supporto all’articolazione stessa.

Il tipo più diffuso di gonartrosi è quello mediale, che interessa il compartimento femoro-tibiale mediale dell’articolazione: individuare ortesi adeguate a migliorare i sintomi della patologia cartilaginea in questo distretto sarebbe quindi particolarmente utile. E qui entra in scena un recente studio dell’Iran University of Medical Sciences e della Shiraz University of Medical Sciences che ha dimostrato l’utilità di due dei presidi già utilizzati nella pratica clinica, un AFO biassiale e un plantare con cuneo laterale.

Secondo lo studio questi migliorerebbero in particolare il dolore e la funzionalità articolare, rispettivamente del 17-22% e del 11-14%. Gli autori hanno in particolare chiesto a soggetti con artrosi di ginocchio mediale di indossare l’uno o l’altro tutore per il periodo di due settimane e hanno osservato cinematica tridimensionale, dati cinetici e outcome clinici per valutarne gli effetti sul momento di adduzione del ginocchio (KAM), sul dolore, sulla rigidità e sulla funzionalità articolare.

Gli esiti su dolore e funzionalità li abbiamo già riportati sopra… per quanto riguarda il KAM, invece, gli autori hanno trovato un maggior vantaggio nell’uso dell’AFO biassiale rispetto al plantare con cuneo laterale. Tuttavia, dal punto di vista statistico la differenza rilevata non sarebbe significativa. Lo studio ha una particolare risonanza dal punto di vista riabilitativo, perché suggerisce agli specialisti di questa disciplina di affiancare all’intervento di rinforzo muscolare anche l’uso dell’uno o dell’altro tutore, così da ridurre il dolore articolare, migliorare la funzionalità del ginocchio e quindi anche rendere più facile la riabilitazione stessa.

Inoltre, poter contare su un tutore per la gestione del dolore può essere utile anche nel ridurre l’intervento farmacologico associato al percorso terapeutico. È però doveroso evidenziare che lo studio ha il difetto di essere basato su una coorte di pazienti decisamente piccola, ovvero 31 individui, tra i quali 25 femmine e 6 maschi… il che significa che i risultati già descritti devono essere considerati iniziali e che servono ulteriori verifiche per poter parlare di evidenza scientifica.

(Lo studio: Barati K, Ebrahimi Takamjani I, Shamsoddini A, Ejraei Dolatabad H. A comparison of the biomechanical and clinical effects of a biaxial ankle-foot orthosis and lateral wedge insole in individuals with medial knee osteoarthritis. Disabil Rehabil. 2022 Jan 11:1-8. doi: 10.1080/09638288.2021.2019841. Epub ahead of print. PMID: 35014942

Stefania Somaré