Gonartrosi con deformazione in varo, il ruolo della osteotomia tibiale alta

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L’intervento consente, a un anno di distanza, di migliorare l’equilibrio, il range of motion, il dolore e gli score WOMAC e Lysholm.

Uno studio cinese, condotto dal Dipartimento di Ortopedia del Renmin Hospital della Wuhan University, ha valutato gli effetti a lungo termine sull’equilibrio di una osteotomia tibiale alta per correggere i difetti in vago in pazienti affetti da artrosi mediale di ginocchio.

Pubblicato sul Journal of Orthopaedic Surgery and Research, il lavoro coinvolge 32 pazienti, tutti diagnosticati dallo stesso chirurgo ortopedico e sottoposti a osteotomia per migliorare l’allineamento delle componenti dell’arto inferiore.

Il percorso riabilitativo è iniziato nel primo giorno post-operatorio per durare almeno 2 settimane, per ridurre il rischio di irrigidimento, includendo movimenti passivi continui, sollevamenti della gamba ed esercizi isometrici per i quadricipiti.

I pazienti, inoltre, hanno evitato di caricare l’arto per 4 settimane dopo l’intervento, usando stampelle o bastoni, riprendo poi il carico progressivamente per completarlo dopo 8 settimane. Gli effetti dell’intervento sulla gestione dell’equilibrio sono stati valutati con test di posturologia.

L’andamento dell’equilibrio

Tutti i pazienti coinvolti nello studio sono stati sottoposti a una serie di prove posturologiche un mese prima dell’intervento di osteotomia e poi a 3 mesi e un anno di distanza dall’intervento stesso. L’operatore che ha condotto i test è sempre lo stesso, così come la piattaforma verticale utilizzata.

Il test di equilibrio è stato effettuato in diverse condizioni. I pazienti si sono inizialmente posizionati sulla piattaforma a piedi nudi, con un angolo di 30° in abduzione e i talloni a 3 cm di distanza e le braccia lungo il corpo, stando in equilibrio prima a occhi aperti e poi a occhi chiusi, con o senza supporto, sottoposti a diversi input sensoriali.
Il test è stato ripetuto ponendo una tavoletta di spugna morbida di 10 cm di spessore sulla pedana, per modificare le condizioni di equilibrio.

Il confronto dei risultati ottenuti nei vari test dimostra un miglioramento nell’equilibrio a un anno dall’intervento rispetto a prima dell’intervento. In particolare, i pazienti sono in grado di mantenere l’equilibrio sulla tavoletta di spugna a occhi aperti, il che indica che il ginocchio riesce a lavorare di propriocezione anche in condizioni disturbate.

Senza il supporto della vista, invece, questo vantaggio scompare. Gli autori non hanno trovato miglioramenti invece a 3 mesi dall’intervento, ma ciò può significare che il sistema corpo richiede più tempo per ristabilire la propriocezione del ginocchio.

Gli esiti radiografici

I pazienti sono stati sottoposti anche a controlli radiografici e clinici. I primi consentono di verificare la guarigione dell’osso, l’aumento, a un anno dall’intervento, dell’angolo mediale-prossimale-tibiale meccanico e dell’inclinazione tibiale posteriore, e la riduzione, nello stesso periodo, dell’angolo femoro-tibiale.

I controlli clinici evidenziano, invece, una riduzione dell’indice WOMAC sia a 3 mesi che a un anno dopo l’intervento. Miglioramenti si vedono anche nello score Lysholm, nel range of motion del ginocchio e nel dolore, sebbene solo a un anno di distanza dall’osteotomia.

(Lo studio: Zhang, Z., Tao, H., Zhao, Y. et al. High tibial osteotomy improves balance control in patients with knee osteoarthritis and a varus deformity. J Orthop Surg Res 18, 538 (2023). https://doi.org/10.1186/s13018-023-04041-8)