Giovani atleti, un istituto per studiare salute e criticità

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In Italia il numero di bambini, preadolescenti e adolescenti non impegnati in attività sportive è elevato, con alti tassi di sedentarietà che però, nel tempo, calati a favore di una maggiore mobilità. Restano comunque tanti i ragazzi tra gli 11 e i 18 anni che praticano una regolare attività agonistica, che sia nuoto o calcio, pallavolo o basket, atletica o pattinaggio artistico, ciclismo o arrampicata ecc.
In altri Paesi, europei e no, la situazione è differente anche per un maggiore peso dato allo sport dalle Istituzioni scolastiche. E proprio una di queste, la Oxford University, è stata scelta anche per la sua lunga tradizione sportiva quale sede del primo istituto accademico dedicato alla sicurezza dei giovani atleti e al loro benessere, il Podium Analytics Institute for Youth Sport Medicine and Technology.

Finora, infatti, lo studio delle lesioni sport-indotte si è concentrato prevalentemente sugli adulti e sui trattamenti da introdurre, mentre lo scopo di questo Istituto è lavorare sulla prevenzione, ancora prima che sulle migliori modalità di intervento.

Ron Dennis, Fondatore e Chairman dell’Istituto, spiega: «le lesioni da sport nei giovani sono poco studiate dalla Medicina Sportiva, mentre è fondamentale iniziare a prendere in considerazione anche questa fascia di età. Sono io stesso uno sportivo e questo mi ha permesso di capire quanto sia importante utilizzare dati evidence based: questo è l’approccio che intendiamo utilizzare e diffondere».

L’Istituto lavorerà, quindi, utilizzando dati reali dei pazienti, presi con sensori indossabili, dando grande importanza alla real world medicine. Verrà utilizzata anche l’intelligenza artificiale per individuare correlazioni e poter definire anche linee guida che permettano ai giovani di praticare sport in sicurezza.

Proprio per questo, l’ente sarà parte dell’Istituto di Ingegneria Biomedica: l’intento è infatti sviluppare tecnologie di monitoraggio dei giovani atleti volte a individuare i fattori di rischio di incorrere in lesioni di carattere ortopedico. Ma non solo: i professionisti coinvolti si inoltreranno, infatti, nelle neuroscienze cliniche e nella salute di popolazione, sfruttando anche l’Oxford’s Big Data Institute per individuare correlazioni e soluzioni.

Primo ambito di studio, il trauma cranico, una delle cause principali di ricorso ai Pronto Soccorso da parte dei giovani atleti. Coinvolti sono soprattutto gli sport da contatto e quelli che prevedono l’uso di biciclette e moto. In Italia sono circa 140.000 i casi di trauma cranico l’anno e tra questi vi sono anche parecchi giovani sopra i 15 anni. Circa il 2% muore.
Il prof. Constantin Coussios, direttore e fondatore del Podium Analytics Institute for Youth Sport Medicine and Technology, sottolinea che entro cinque anni l’ente vuole incidere sulla cultura generale relativa alla sicurezza dello sport, portando all’introduzione di soluzioni pratiche per renderla migliore, non solo per i giovani atleti, ma anche per chi pratica sport in maniera amatoriale.

Stefania Somaré

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