Fratture distali di radio e tutori di immobilizzazione

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Fasi di vestizione (credits: Klopfer T, Hemmann P, Rupprecht V, Stuby F, Stöckle U, Meder A.)

Circa un sesto delle fratture che arrivano in Pronto Soccorso sono a carico del radio distale.
Analizzando i dati, appaiono due picchi d’incidenza relativi a due tipologie di pazienti: i giovani d’età compresa tra 5 e 14 anni, da un lato, e gli over 50 dall’altro, con incidenza che cresce con l’anzianità del soggetto.

Nel primo caso, l’aumentata incidenza si lega alle attività svolte dai giovani, spesso rischiose, mentre nel secondo è per lo più determinata da osteoporosi. Quando queste fratture sono scomposte, occorre intervenire chirurgicamente con osteosintesi della placca palmare.
Nella pratica clinica, prima e dopo l’intervento si usa bloccare la parte, per evitarne il movimento.

Uno studio tedesco ha messo a confronto l’efficacia di un tutore prefabbricato di polso con la pratica del gesso, analizzando prima di tutto la soddisfazione del paziente.
Come altri outcome, vengono presi in considerazione la capacità del dispositivo di mantenere la riduzione, il recupero funzionale del polso e il tempo necessario per l’applicazione.
Benché la letteratura indichi come validi questi tutori, infatti, faticano a entrare nella pratica clinica.

Sono stati coinvolti cinquanta pazienti coinvolti in questo lavoro, divisi in due gruppi: uno trattato con il tutore e l’altro trattato con il gesso, in entrambi i gruppi per due settimane. Alla fine del periodo di immobilizzazione, tutti sono stati sottoposti a riabilitazione funzionale.

In entrambi i casi, ci sono stati quattro abbandoni, dovuti per lo più a grande instabilità della frattura che ha indotto i clinici a optare per una fissazione esterna.
I risultati dello studio si basano quindi su ventuno pazienti per gruppo. Veniamo al primo punto, ovvero la soddisfazione dei pazienti.

Gli autori non hanno rilevato grandi differenze di carattere generale inizialmente, ma nel tempo sembra che il tutore sia più apprezzato perché, pur limitando di più il movimento rispetto al gesso, permette di avere una migliore igiene, per esempio, e il paziente vi si adatta meglio.
Dal punto di vista funzionale, entrambi i metodi permettono di mantenere la riduzione effettuata durante l’intervento e favoriscono la guarigione, che è completa a sei mesi.

Da questo punto di vista, quindi, tutore e gesso pre e post operatori sono equivalenti. Tuttavia, il tutore è più rapido da indossare rispetto al gesso (in media 2 minuti e 5 secondi, contro 7 minuti e 30 secondi).

Quanto al timore che il tutore favorisca le dislocazioni, gli autori ritengono che il dispositivo prefabbricato dia grande stabilità anche in pazienti con fratture distali di radio classificate C3, instabili.

Il lavoro ha visto la collaborazione di 3 Trauma Center, il BG Trauma Center di Tuebingen, il Trauma Center Klinik am Eichert di Goeppingen e il BG Trauma Center di Murnau, dell’Università di Tuebinged e del Gruppo di Studio Chirurgico e Ortopedico di Reutlingen. Inoltre, ha partecipato anche l’Ospedale Universitario della Charité, a Berlino.

(Lo studio: Klopfer T, Hemmann P, Rupprecht V, Stuby F, Stöckle U, Meder A. Outcome Analysis of Distal Radius Fracture with Orthosis Versus Cast Immobilization after Palmar Plate Osteosynthesis: A Randomized Controlled Study. J Pers Med. 2023 Jan 9;13(1):130. doi: 10.3390/jpm13010130. PMID: 36675791; PMCID: PMC9864856)

Stefania Somaré