Fratture di scafoide, RM migliora accuratezza diagnostica

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Efficacia e sostenibilità economica sono due fattori chiave da tenere in considerazione quando si ragiona sull’uso di una metodica diagnostica, anche nell’ambito della Medicina d’Emergenza.
Un recente studio inglese presentato al congresso della Radiological Society of North America ha messo in evidenza l’utilità di effettuare una risonanza magnetica su soggetti con presunta frattura dello scafoide non individuata dalla radiografia (Rua,T, Vijayanathan,S, Mak,D, Zavareh,A, Isaac,A, Malhotra,B, Hunter,L, Peacock,J, Shearer,J, Goh,V, McCrone,P, Gidwani,S, Clinical and Cost-Effectiveness Implications of Utilizing Immediate Acute Magnetic Resonance Imaging (MRI) in the Management of Patients with Suspected Scaphoid Fracture and Negative Initial Radiographs: Results From a Randomized Clinical Trial. Radiological Society of North America 2019 Scientific Assembly and Annual Meeting, December 1 – December 6, 2019, Chicago IL).

Il protocollo standard richiede solo la radiografia: i ricercatori sono giunti a questa conclusione tramite una ricerca randomizzata su 136 soggetti condotta in un unico centro ospedaliero: lo studio ha preso in considerazione anche i costi dei due percorsi.
I risultati sono stati interessanti: l’uso della RM ha migliorato l’accuratezza diagnostica sia per la frattura dello scafoide sia per le altre possibili nella mano, riducendo di fatto i costi ospedalieri.
Infatti, una frattura non individuata può determinare complicanze nelle settimane successive che impattano ulteriormente sul costo del percorso di cura, oltre a scatenare situazioni di disabilità.

Stefania Somaré

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