Fratture da fragilità, al via nuova partnership guidata da Southampton

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Osteoporosi e fratture da fragilità sono in aumento in tutto il mondo, per lo più legate all’invecchiamento della popolazione e anche a stili di vita che vedono le persone lavorare sempre meno all’aria aperta e sempre più in ufficio e/o in casa. Esiste quindi un ampio filone di ricerca in questo settore, atto tanto a individuare possibili terapie quanto a introdurre strumenti per stratificare la popolazione in soggetti a maggiore o minore rischio di incorrere in fratture da fragilità.

Importante anche sviluppare percorsi di prevenzione. Essenziale la cooperazione. Ecco allora che l’Università di Southampton, in Inghilterra, sta avviando una nuova partnership con il MRC Lifecourse Epidemiology Centre, l’Università di Sheffield e la UK Royal Osteoporosis Society. L’obiettivo è migliorare la politica nazionale britannica sulla valutazione del rischio di sviluppare una frattura tra i soggetti che vivono in comunità.

Più nel dettaglio, gli enti intendono disseminare i risultati dello studio SCOOP – Screening in the community to reduce fractures in older women, condotto dalla stessa Università di Southampton con il MRC Lifecourse Epidemiology Centre: in questo studio si dimostra la validità di un serio programma di screening, condotto dai medici di base sugli anziani per valutarne lo stato delle ossa, nel ridurre l’incidenza della frattura dell’anca.

Considerando tutti i Paesi del Regno Unito, ogni anno sono più di 500.000 gli anziani che incorrono in una frattura causata da osteoporosi, per un costo annuo di oltre 5 miliardi di sterline. Una cifra astronomica, che potrebbe essere spesa diversamente se si riuscisse a diminuire l’impatto della fragilità ossea sulla vita delle persone.

Ora gli attori della partnership vogliono estendere l’uso, anche sperimentale, di questo programma di screening per studiarne ulteriori benefici, convinti che possa incidere positivamente sulla gestione della fragilità ossea. Coordinatrice del progetto è la UK Royal Osteoporosis Society, che vi porta la propria esperienza nel settore. Il prof. Nicholas Harvey è il leader del progetto, che è finanziato dalla Medical Research Foundation.

«Siamo davvero grati alla Medical Research Foundation per il supporto offerto al nostro importante lavoro, che ci offre la reale opportunità di influenzare la politica britannica in un modo chiave, per cambiare la nostra capacità di individuare i soggetti ad alto rischio di frattura da fragilità e prevenire potenziali esiti che cambino la vita degli anziani».

La frattura del femore è, nel mondo, anche causa di morte tra gli anziani: il collegamento non è diretto, ma indiretto e in particolare legato al fatto che questo evento rompe delicati equilibri fisiologici del corpo dei più vecchi.
Non solo. Spesso, questo evento provoca disabilità. Il progetto, inoltre, non si concentra solo sulla frattura dell’anca, ma su tutte le fratture da fragilità, che possono coinvolgere anche polso, gomito, spalla e altro ancora.

Stefania Somaré