Le fratture dell’acetabolo sono eventi abbastanza rari che occorrono di norma in pazienti giovani a seguito di traumi ad alta energia. Queste fratture si associano spesso a lesioni ad altri distretti ossei, in particolare al ginocchio.
Esistono altre associazioni comuni? Per rispondere a questa domanda un gruppo di ricerca francese ha allestito uno studio retrospettivo ad hoc condotto in un unico ospedale terziario (Rizkallah M, Melhem E, Abid H, Boillot F, Jouffroy P, Riouallon G. Knee injuries concomitant to posterior acetabular fractures: an association to look for. Int Orthop. 2020 Nov 26. doi: 10.1007/s00264-020-04885-3. Epub ahead of print. PMID: 33244635).
Lo studio si è concentrato in particolare sulle fratture posteriori dell’acetabolo. Gli autori hanno revisionato la storia clinica di 217 pazienti con età media di 40,5 anni arrivati in ospedale per frattura dell’acetabolo.

Solo 33 di questi hanno mostrato una lesione al ginocchio: in 5 casi era una frattura, in 14 una lesione legamentosa e in altri 14 una lesione ai tessuti molli. Di queste, 16 sono state individuate in ospedale, mentre le restanti 17 durante i follow-up successivi. Il ginocchio, però, non è il solo distretto a potersi lesionare in concomitanza di una frattura di acetabolo, data l’alta energia alla quale è sottoposto l’individuo. Gli autori hanno infatti verificato che: il 39% aveva una dislocazione concomitante all’anca, l’8,3% una lesione alle estremità inferiori in sede diversa dal ginocchio, il 7,8% una lesione alle estremità superiori, il 5,1% una grave lesione toracica, il 4,1% una paralisi al nervo sciatico, il 4,1% una lesione addominale, il 3,7% una lesione spinale e l’1,8% una lesione alla testa.
C’è, infine, un altro pattern da evidenziare: spesso la concomitante lesione al ginocchio si associa anche a una lesione all’arto superiore o a un’altra parte dell’arto inferiore. Queste sono indicazioni che possono aiutare il clinico a fare una valutazione completa del soggetto, senza focalizzarsi solo sulla frattura di acetabolo. In questo modo il paziente può essere trattato in modo completo.

Stefania Somaré

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here