Frattura di caviglia, meglio gesso o tutore mobile?

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Come la maggior parte delle lesioni dell’apparato osteo-muscolare, anche quelle di caviglia sono in aumento, con stima di triplicare entro il 2030. Parte di queste lesioni sono fratture: individuare la migliore strategia terapeutica e, soprattutto, il supporto più adeguato a sostenere la guarigione dell’osso è fondamentale per migliorare gli outcome dei pazienti e ridurre il numero di coloro che avranno conseguenze da trattare.

Una recente revisione Cochrane suggerisce che, in caso di frattura di caviglia, i tutori rimovibili siamo migliori del gesso, perché consentono una mobilizzazione precoce, oltre a essere più igienici. Tuttavia, data la bassa qualità degli studi inclusi, gli stessi autori della revisione richiedevano che venissero allestiti nuovi lavori.

Uno studio britannico ha fatto una rilettura degli outcome a due anni di follow-up di un precedente trial, Ankle Injury Rehabilitation (AIR), del 2018. 669 i pazienti inclusi nel lavoro iniziale, che aveva visto la collaborazione di 20 strutture del NHS Trust. 334 sono stati trattati con il gesso e 335 con un tutore removibile.

Del campione iniziale, solo 436 pazienti sono arrivati al follow-up dei 24 mesi ed è su di loro che si basa questa seconda analisi. 216, quindi, i pazienti trattati con il gesso e 220 con il tutore.
Questo lavoro non trova differenze statisticamente significative tra i due gruppi in termini di punteggio OMAS (Olerud Molander Ankle Score) e ritorno ad alte funzionalità dell’articolazione.
Nel primo caso c’è una differenza di soli -0.3 punti tra i due campioni, in favore del gruppo “gesso”, troppo bassa per avere un valore statistico.

Similmente, quando si parla di funzionalità articolare la ripresa è stata simile in entrambi i gruppi, di 85.5 su 100 per il tutore e 85.6 su 100 per il gesso. Semmai questo studio mette in evidenza diverse traiettorie di guarigione in base all’età del soggetto.

Gli autori hanno infatti osservato che nei pazienti di 50 anni o più, spesso trattati chirurgicamente, lo score a 24 mesi è di 79.3 su 100, mentre nei pazienti più giovani, e trattati conservativamente, questo valore sale a 90.7/100.

Lo studio fornisce anche alcune indicazioni rispetto alla sicurezza dei due trattamenti: l’uso di un tutore removibile in pazienti operati determina maggiori complicanze, rispetto al gesso, soprattutto infezioni alla e deiscenza della ferita, oltre a necessità di un secondo intervento.

La possibilità di rimuovere il tutore mette infatti a maggior contatto la ferita con possibili agenti patogeni, oltre ad accrescere il rischio di nuove fratture. Le differenze tra il gruppo operato e l’altro sono tuttavia basse, il che non consente di affermare che usare un tutore removibile dopo una chirurgia per frattura di caviglia sia dannoso o rischioso. Sarebbe necessario, semmai, dedicare a questo tema uno o più studi specifici.

Per gli autori, quindi, i due sistemi di bloccaggio dell’articolazione sono entrambi sicuri ed efficaci. Quindi è lo specialista che deve decidere quale utilizzare, valutando il paziente e, magari, chiedendo anche il suo parere. Allo studio hanno collaborato le Università di Warwick, Oxford, Leeds e Bristol.

(Lo studio: Haque A, Parsons H, Parsons N, et al. Use of cast immobilization versus removable brace in adults with an ankle fracture: two-year follow-up of a multicentre randomized controlled trial. Bone Joint J. 2023;105-B(4):382-388. doi:10.1302/0301-620X.105B4.BJJ-2022-0602.R3)