Di recente la rivista Spine Deformity ha pubblicato uno studio incentrato su interventi di revisione della correzione della scoliosi neuromuscolare con o senza fissazione pelvica, al fine di individuare il tasso di revisione tra le due modalità. La letteratura, infatti, non ha ancora dato conferma dell’utilità della fissazione pelvica aggiuntiva alla fusione spinale in questi pazienti.

Grande importanza viene data nello studio anche alla pulizia di ferite spinali: i pazienti che soffrono di scoliosi neuromuscolare sono, infatti, spesso più inclini a sviluppare infezione alle ferite chirurgiche rispetto ai pazienti con scoliosi idiopatica.

Condotto dal Cedars Sinai Medical Center di Los Angeles (USA) e dall’Ospedale Pediatrico di Alberta, dell’Università di Calgary (Canada), questo studio retrospettivo include 952 pazienti inseriti nel PearlDiver database e si concentra su un arco temporale di 10 anni.

I pazienti inclusi

Nell’individuare le caratteristiche di inclusione nello studio, gli autori hanno stabilito che i pazienti dovessero avere un’età massima di 21 anni e un minimo di 6 segmenti vertebrali coinvolti nel processo di fusione. Come accennato, il campione è formato da pazienti che hanno ricevuto anche una fissazione pelvica (476) e pazienti che invece non l’anno ricevuta (476): nel primo caso, la fissazione deve essere stata condotta almeno 2 settimane dopo l’intervento di fusione. Infine, per poter essere inseriti nello studio, i pazienti dovevano essere stati seguiti almeno per 2 anni di follow up.

La fusione pelvica non è sempre necessaria

Ciò che gli autori osservano con questo lavoro è che il tasso di revisione a 10 anni della fusione spinale posteriore per pazienti con scoliosi neuromuscolare è simile in presenza, o meno, di fissazione pelvica: si parla del 6,9% contro il 7,1%. Tuttavia, è possibile individuare una differenza tra i due gruppi: i pazienti sottoposti anche a fissazione pelvica vanno incontro più frequentemente a infezione al sito chirurgico, con necessità di essere sottoposto a sbrigliamento della ferita, spesso entro i due mesi dall’intervento.

Sembrerebbe, quindi, che non ci sia necessità di sottoporre tutti i pazienti con scoliosi neuromuscolare anche a fissazione pelvica, dato che questa non riduce il rischio di incorrere in una revisione e, anzi, spesso aumenta il rischio di infezione delle ferite. Dallo studio si evince, inoltre, che nei casi che richiedono revisione, questa avviene mediamente entro un anno dall’intervento.

Etigunta SK, Chan V, Gausper A, Liu A, Mikhail C, Tuchman A, Illingworth KD, Skaggs DL. Does pelvic fixation impact reoperation outcomes for neuromuscular scoliosis surgery? A 10-year matched cohort analysis. Spine Deform. 2026 Apr 9. doi: 10.1007/s43390-026-01352-8. Epub ahead of print. PMID: 41957315.

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