Fisioterapia avanzata applicata alla spalla

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Negli ultimi anni si sta affermando un nuovo modello di fisioterapia che vede il fisioterapista assumere un ruolo più manageriale e decisionale rispetto a quello che ha tradizionalmente nelle strutture sanitarie: si parla di Advance Practice Physiotherapy models (APPs).

L’idea è che, essendo sempre maggiore la richiesta di interventi riabilitativi da parte della popolazione ed essendo difficile accedere alle visite ortopediche, il fisioterapista possa in alcuni casi intervenire in autonomia.

Perché questo possa avvenire, il fisioterapista deve essere opportunamente formato e, oltre ad avere competenze in ambito riabilitativo, deve fare proprie anche competenze di leadership e pratiche cliniche avanzate.
Questo modello può essere applicato a vari ambiti della medicina, anche se per alcuni non ci sono al momento evidenze che ne attestino l’efficacia e la sicurezza.

Uno studio canadese applicare il modello alla gestione del dolore di spalla (Lowry, Veronique et al. Physiotherapists’ ability to diagnose and manage shoulder disorders in an outpatient orthopedic clinic: results from a concordance study. Journal of Shoulder and Elbow Surgery).
Un gruppo di esperti fisioterapisti in APPs ha sviluppato insieme a chirurghi ortopedici, un protocollo condiviso basato su diagnosi, triage chirurgico e imaging medico per la gestione di pazienti con problematiche alla spalla.
Il tutto all’interno di una clinica ortopedica.

50 i pazienti reclutati e divisi tra due gruppi: uno seguito dai fisioterapisti e gli altri dal chirurgo ortopedico.
Entrambi i gruppi sono stati sottoposti alle stesse procedure.
I ricercatori hanno raccolto indicazioni sul gradimento dei pazienti, correlato i risultati tra i due gruppi e le differenti decisioni prese.

Lo studio ha evidenziato un alto gradimento da parte dei pazienti in entrambi i gruppi.
Per quanto riguarda la concordanza diagnostica tra i due gruppi, i risultati sono buoni.
Sono invece moderati per il triage chirurgico, dal momento che i fisioterapisti hanno chiesto spesso una ulteriore valutazione, e per la richiesta di immagini diagnostiche.

Il modello si è quindi dimostrato utile, anche se probabilmente occorre affinarlo ulteriormente per le patologie della spalla.
Stefania Somaré

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