FES in pazienti con lesione dei motoneuroni superiori, una umbrella review

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Lesioni a carico dei motoneuroni superiori determinano nel soggetto difficoltà di coordinazione e di controllo dei movimenti volontari, ma anche spasticità, debolezza muscolare e ridotto range of motion. Il passo è quindi difficoltoso, spesso per la presenza di un piede cadente o di una scarsa dorsiflessione della caviglia.
Si tratta di condizioni che favoriscono la perdita di equilibrio e la caduta. Una delle strategie terapeutiche accreditate è la stimolazione elettrica funzionale (FES).

Benché nell’ultimo decennio siano state pubblicate molte revisioni della letteratura per valutare i reali effetti della FES, mancava una visione d’insieme che consentisse di dare una lettura ad alcune contraddizioni.
Ecco, quindi, che un team britannico ha condotto, con la partecipazione di uno specialista italiano dell’Università di Verona, una ombrella review sugli esiti della FES, in particolare su velocità di camminata e distanza percorsa, test funzionali di camminata, parametri ottenuti con la gate analysis, voglia di camminare ed effetto terapeutico o ortesico.
In seconda battuta sono stati presi in considerazione anche altri parametri, come la qualità di vita, la spasticità, il tono muscolare, la rigidità ecc.

In tutto gli autori sono partiti da 24 revisioni della letteratura incentrate su adulti, tranne una che in un campione di 450 partecipanti ha incluso 14 bambini. Le patologie prese in considerazione sono state soprattutto ictus (16), lesioni spinali (5) e sclerosi multipla (2).

Solo una revisione ha considerato una popolazione mista. Non ci sono revisioni che hanno valutato l’uso della FES in pazienti con Parkinson, paralisi cerebrale e traumi cerebrali.
Il tipo di stimolazione utilizzata nei 285 studi inclusi in questo lavoro non è omogenea, in alcuni casi è superficiale, in altri è effettuata con impianti, a volte lavora su un solo canale, altre volte su più canali.
Anche l’intervento di confronto cambia: AFO, fisioterapia, allenamento del passo, programmi di esercizi mirati e metodo BWSTT.

L’analisi delle informazioni nelle revisioni selezionate porta ad alcuni chiarimenti. Il primo, la FES è efficace nel trattare pazienti con stroke, migliorandone il passo, a volte con effetto terapeutico, altre con effetto ortesico. Non è possibile affermare che questa tecnica dia esiti migliori degli AFO, per esempio, ma in alcune revisioni incluse risulta evidente che amplifica gli effetti della fisioterapia.

Positivi anche gli esiti sulla sclerosi multipla, anche se la FES in questo caso ha solo un effetto ortesico, che quindi si conclude velocemente. Sulle lesioni spinali, infine, la FES migliora resistenza e velocità, che sia o meno affiancata dal BWSTT, ma non migliora gli esiti dei tutori.

Guardando agli esiti secondari, questa stimolazione si dimostra utile nel migliorare la qualità di vita dei pazienti trattati, aiutandoli a svolgere meglio le attività quotidiane, a ridurre la spasticità muscolare e le cadute. Secondo gli autori servono però ulteriori lavori per analizzare meglio l’impatto della FES sugli esiti secondari.
Questo studio ha coinvolto l’Università Queen Margaret di Edimburgo, l’Università di Southampton, l’Università di Derby e l’Università del Salisbury NHS Foundation Trust and Bournemouth.

(Lo studio: Andreopoulou G, Busselli G, Street T, Bulley C, Safari R, van der Linden ML, Burridge J. Is functional electrical stimulation effective in improving walking in adults with lower limb impairment due to an upper motor neuron lesion? An umbrella review. Artif Organs. 2023 Jun 1. doi: 10.1111/aor.14563. Epub ahead of print. PMID: 37259954)