Distorsioni di caviglia, tutori preventivi a confronto

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La distorsione laterale di caviglia è uno tra i traumi più frequenti, con circa 5.000 casi al giorno solo in Italia. Tra i soggetti più colpiti ci sono senza dubbio sportivi professionisti e amatoriali (78%), sebbene tale lesione sia comune anche nei non sportivi. Tra le attività sportive più a rischio si annoverano la pallavolo, il basket, il calcio e la corsa di resistenza.

Esistono, in commercio, tutori che stabilizzano la caviglia, di fatto prevenendone la distorsione laterale, ma sono spesso scomodi per lo sportivo e ne limitano la performance, quindi l’aderenza terapeutica è bassa.
Uno studio tedesco ha messo a confronto un tutore di ultima generazione, adattativo, con due modelli più tradizionali, di tipo passivo. Il nuovo dispositivo promette infatti di modificare la propria rigidità in base alla velocità del movimento effettuato, lasciando più libero l’utilizzatore di muovere la caviglia e, al contempo, proteggendola.
Gli autori ipotizzano che questo dispositivo migliori le performance degli atleti e, di conseguenza, la loro aderenza terapeutica. Condotto dalla Offenburg University of Applied Sciences e dalla German Sport University di Cologna, lo studio coinvolge 20 atleti maschi di età compresa tra 24.3 ± 3.4 anni.

Gli autori hanno ideato una batteria di esercizi utile a valutare le capacità protettive, l’impatto sulla performance atletica, la comodità e la libertà di movimento offerti da due tutori passivi e uno adattativo. Gli atleti hanno eseguito i compiti dati indossando di volta in volta un tutore su ambo le caviglie; gli autori hanno registrato la cinematica articolare di ogni caviglia con ogni tutore con un sistema adeguato in 3D.

Per valutare la capacità protettiva del tutore la richiesta era di camminare a velocità moderata su una piattaforma oscillante che cambiava la propria inclinazione antero-posteriore di 30° e medio-laterale di 10°. Si è così visto che in situazioni di cambio improvviso di inclinazione il tutore adattativo riduce il picco di inversione e i movimenti in plantar-flessione meno degli altri due tutori: ciò suggerirebbe una minor protezione verso le distorsioni, ma ulteriori ragionamenti e calcoli portano gli autori ad affermate che il nuovo tutore è simile, se non migliore, degli altri nell’effetto protettivo.

Per quanto riguarda la performance sportiva, i partecipanti hanno eseguito una corsa in accelerazione lineare, un salto verticale in contro-movimento, un cambio di direzione a 90° e un salto laterale con una sola gamba a distanza di 30 cm, il tutto alla massima possibilità: gli autori non hanno evidenziato grandi differenze tra i tre dispositivi testati. Occorrerebbe però, come evidenziato, ripetere i test in un reale setting sportivo e non in laboratorio, per valutare la validità ecologica dello scenario scelto.

Il terzo obiettivo dello studio riguarda la comodità, definita da tutti migliore nel tutore adattativo rispetto che negli altri. Infine, per quanto riguarda la libertà di movimento, il nuovo tutore influenza meno il range angolare della caviglia sul piano frontale, rispetto agli altri. Pur nella convinzione di dover ripetere lo studio sul campo, gli autori concludono osservando che il nuovo tutore protegge la caviglia come quelli passivi, migliorando però il comfort e la libertà di movimento.

(Lo studio: Willwacher S, Bruder A, Robbin J, Kruppa J, Mai P. A Multidimensional Assessment of a Novel Adaptive Versus Traditional Passive Ankle Sprain Protection Systems. Am J Sports Med. 2023 Mar;51(3):715-722. doi: 10.1177/03635465221146294. Epub 2023 Feb 3. PMID: 36734465; PMCID: PMC9983046)