Debolezza muscolare del polpaccio, meglio le scarpe o le ortesi AFO?

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Uno studio olandese ha messo a confronto l’utilità di ortesi piede-caviglia (AFO) rispetto alle sole calzature per contrastare la debolezza dei muscoli del polpaccio in pazienti con disordini neuromuscolari non spastici (Waterval NFJ, Brehm MA, Harlaar J, Nollet F. Description of orthotic properties and effects evaluation of ankle-foot orthoses in non-spastic calf muscle weakness. Journal of Rehabilitation Medicine. 14 gennaio 2020, Doi: 10.2340/16501977-2642).

43 persone sono state incluse in questo studio, di tipo trasverasale, abituati a portare una ortesi AFO.

I ricercatori hanno quindi valutato il tipo di ortesi utilizzata, il peso, la rigidezza della pedana e quella della caviglia, individuando quattro tipologie tra loro anche molto differenti.
Ai partecipanti è stato quindi chiesto di camminare con e senza l’ortesi per valutare le differenze tra la velocità di camminata, le biomeccaniche del passo e la spesa energetica.

I risultati hanno mostrato un miglioramento delle misurazioni con tutti e quattro i tipo di ortesi AFO: in particolare, la velocità di camminata è aumentata, la spesa energetica è calata e si è osservata una limitazione di -3° nella dorsiflessione della caviglia.

È stato anche osservato che più rigida è la pedana, minore è la fatica nel camminare e massimo è l’angolo di dorsiflessione.

La pubblicazione ha quindi confermato i vantaggi dati dalle ortesi AFO nel correggere la debolezza del polpaccio in questi pazienti.
Dati i bassi numeri, però, è necessario condurre ulteriori studi.

Stefania Somaré

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