Danza come forma riabilitativa

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Molte patologie neurologiche colpiscono anche le funzioni motorie del corpo, richiedendo percorsi riabilitativi ad hoc per intervenire, per esempio, su equilibrio e camminata.
Una review condotta dall’Università di Santiago de Cali, in Colombia, valuta gli effetti terapeutici del ballo come strumento riabilitativo in pazienti affetti da diversi disturbi neurologici, tra cui il Parkinson e la Sclerosi multipla, l’ictus e il morbo di Huntington.

Partendo da 945 abstract il team ha individuato 25 studi adatti a essere utilizzati per la revisione: molti di questi hanno utilizzato il tango come danza riabilitativa, mentre altri hanno scelto la danza irlandese, il valzer, il foxtrot, la Qi dance, il latino-americano, la danza contemporanea, coreografie, danze tradizionali sarde e ballo da camera.

Le lezioni di danza sono state somministrate praticamente sempre in gruppo. In molti degli studi selezionati, i risultati ottenuti con la danza sono stati messi a confronto con quelli di altri percorsi più tradizionali, spesso di fisioterapia individuale o esercizi di gruppo.

Gli autori evidenziano differenze anche significative nei protocolli utilizzati negli studi inclusi, in termini di tempo dedicato a ogni sezione (45-90 minuti) e durata dell’intero percorso riabilitativo (2-20 settimane).
Simili, invece, i parametri funzionali presi in considerazione per valutare l’intervento: funzione motoria, equilibrio, passo, funzioni mentali, impatto della malattia e ADLs. Nonostante la disomogeneità, gli studi nel loro insieme indicano la danza come strumento utile a migliorare i parametri sopra citati in breve tempo.

Per fare alcuni esempi, si sono avuti progressi nel frozen gait, nella coordinazione, nella velocità del passo, ma anche in sintomi che interessano l’umore, come depressione e ansia. In alcuni casi, sottolineano gli autori, i risultati ottenuto non sono significativi da un punto di vista statistico.

Il team ha voluto capire anche se la danza riesca a portare esiti buoni tanto quanto quelli di un normale iter fisioterapico, di esercizi, di un percorso di yoga e di educazione sanitaria… se non migliori.
A tal fine, ci si è concentrati sui 14 studi che presentano un gruppo di controllo: si è quindi visto che la danza porta miglioramenti nell’equilibrio, nella coordinazione e nella costruzione di uno schema motorio, al pari per esempio della fisioterapia, ma non certo della lettura e dell’educazione sanitaria.

Tuttavia, i pazienti hanno trovato molto più divertente danzare. Senza contare che lezioni di danza di gruppo portano vantaggi dal punto di vista relazionale, oltre che psicoemotivo.
Se ne conclude che la danza è uno strumento innovativo, sicuro, divertente ed efficace per trattare soggetti con disturbi neurologici, soprattutto se con problemi di equilibrio, mobilità e forza muscolare.

(Lo studio: Aldana-Benítez D, Caicedo-Pareja MJ, Sánchez DP, Ordoñez-Mora LT. Dance as a neurorehabilitation strategy: A systematic review. J Bodyw Mov Ther. 2023 Jul;35:348-363. doi: 10.1016/j.jbmt.2023.04.046. Epub 2023 Apr 21. PMID: 37330793)