La maggior parte degli amputati di arto superiore ha in realtà subito la perdita “solo” di una o più dita della mano, richiedendo quindi protesi particolari.
Un team di ricerca del Colorado ha voluto testare le caratteristiche di un prototipo di protesi di dito che promette di restituire autonomia anche in termini di forza di presa (Segil JL, Pulver B, Huddle S, Weir RFF, Sliker L. The Point Digit II: Mechanical Design and Testing of a Ratcheting Prosthetic Finger. Mil Med. 2021 Jan 25;186(Suppl 1):674-680. doi: 10.1093/milmed/usaa258. PMID: 33499542).

Il movimento delle dita protesiche è garantito da un meccanismo a cricchetto, già brevettato, che dona articolarità e forza.

Gli autori hanno quindi sottoposto il prototipo a vari test meccanici da banco, inclusi un test di carico statico, un test di montaggio statico a strappo, un test di carico dinamico e un test di ciclo dinamico.

I test sono stati implementati per studiare il meccanismo interno alla protesi e valutare l’abilità del dispositivo nel sostenere lavori pesanti.
Tutti i test sono stati superati con successo dal prodotto: la protesi può sostenere più di 300 libbre di forza applicata alla falange distale e un ciclo dinamico di 250.000 ripetizioni senza eventi di rottura, il che corrisponde a 3 anni di utilizzo.
L’aspetto interessante è che protesi è stata realizzata con stampa 3D, con tecnologia additiva.
Inoltre, questo dito protesico può essere aggiunto ad altri dispositivi esistenti, migliorandone le prestazioni.

Stefania Somaré

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