Cuffia dei rotatori, review sull’approccio rigenerativo

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sindrome spalla

La medicina rigenerativa è una delle nuove frontiere delle scienze mediche e la letteratura presenta vari studi al riguardo, anche in ambito ortopedico.
Qual è lo stato dell’arte della medicina rigenerativa e quali gli ambiti in cui è più diffusa? Risponde uno studio pubblicato su Journal of Orthopaedic Translation da un team di ricerca di Hong Kong, che si concentra sulla riparazione delle lesioni alla cuffia dei rotatori. Nel dettaglio, gli autori hanno valutato gli studi in letteratura sottolineando che, per il momento, gli avanzamenti medici hanno certamente migliorato la cura di queste lesioni, e quindi anche lo stato del paziente, sebbene non vi siano evidenze di efficacia dei sistemi di medicina rigenerativa nella rigenerazione delle unità ossee, cartilaginee e muscolari.

Come per altri distretti, quindi, l’uso di cellule staminali, fattori di crescita e di esosomi riduce il dolore e migliora la funzionalità, senza però dare evidenza di guarigione delle ferite e rigenerazione dei tessuti. Ci si aspetta quindi lo studio di nuove strategie per rendere questi strumenti della medicina rigenerativa in grado di guarire la lesione: questo è infatti l’obiettivo ultimo. Al momento si ottengono dei miglioramenti temporanei, il che significa anche che i trattamenti devono essere ripetuti nel tempo. Le malattie muscoloscheletriche, nel loro insieme, costituiscono un’ampia voce di spesa per i sistemi sanitari regionali, anche in virtù del fatto che molte di queste sono croniche o tendono a recidivare. Il soggetto, quindi, deve essere continuamente assistito, o comunque monitorato. Un trattamento capace di guarire un tessuto cambierebbe, ovviamente, le cose.

Ciò vale anche per le lesioni alla cuffia dei rotatori, una struttura anatomica molto complessa. Proprio questa complessità sembra richiedere un approccio differente, che veda le unità muscolari, ossee e cartilaginee come una cosa “unica”, da trattare come insieme e non separatamente. Secondo quanto evidenziato da questa review, un approccio “olistico” potrebbe essere una strategia vincente. Da sottolineare che le lesioni alla cuffia dei rotatori hanno una incidenza compresa tra il 5% e il 40%, con una prevalenza che aumenta con l’età e arriva al 51% sopra gli 80 anni. Se non curata adeguatamente, questa lesione porta a un deficit funzionale elevato e invalidità, il che significa che il paziente perde anche autonomia nell’eseguire le attività quotidiane: d’altronde, la spalla muove l’arto superiore che è, senza dubbo, quello con cui svolgiamo la maggior parte delle nostre attività quotidiane.

Allo studio hanno collaborato l’Istituto di Ingegneria dei Tessuti e Medicina Rigenerativa e il Laboratorio Chiave del Ministero dell’Istruzione per la Medicina Rigenerativa della Scuola di Scienze Biomediche di Hong Kong, il Dipartimento di Ortopedia e Traumatologia dell’Università Cinese di Hong Kong e il Centro per la Medicina riparativa neuromuscoloscheletrica del Parco della Scienza di Hong Kong. Ha partecipato, infine, anche l’Università di Hunan.

(Lo studio: Zhang X, Wang D, Wang Z, Ling SK, Yung PS, Tuan RS, Ker DFE. Clinical perspectives for repairing rotator cuff injuries with multi-tissue regenerative approaches. J Orthop Translat. 2022 Aug 24;36:91-108. doi: 10.1016/j.jot.2022.06.004. PMID: 36090820; PMCID: PMC9428729)

Stefania Somaré

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