L’esame diagnostico gold standard per la valutazione della spalla e la diagnosi di lesione alla cuffia dei rotatori è la risonanza magnetica, un dispositivo non sempre disponibile, soprattutto in setting a basso reddito. Inoltre, i soggetti portatori di pacemaker o di altri dispositivi ferromagnetici non possono sottoporsi a questo esame. Come muoversi, quindi, quando non si può usare la risonanza magnetica per valutare lo stato della cuffia dei rotatori?
Un recente studio del dipartimento di Ortopedia del secondo ospedale affiliato all’Università Soochow di Suzhou (Cina) propone l’uso della tomografia computerizzata. In letteratura esistono già studi che utilizzano la tomografia computerizzata al posto della risonanza magnetica per valutare la presenza di lesioni alla cuffia dei rotatori, di solito basandosi su alcuni fattori predittivi specifici. In questo studio retrospettivo gli autori ipotizzano che una combinazione di più fattori possa dare esiti più sicuri e corretti.
I fattori di partenza
Gli autori si basano su un campione di 326 pazienti, valutati per lesione alla cuffia dei rotatori con la modalità standard, ovvero la risonanza magnetica. Questo campione è quindi già diviso in pazienti con lesione a tutto spessore del sovraspinato/infraspinato e pazienti senza lesione, usati come controllo.
Ognuno dei pazienti selezionati è stato sottoposto anche a tomografia computerizzata, il che ha permesso agli autori di concentrarsi su fattori misurabili a partire da questa metodica per prevedere la presenza della lesione: il rapporto di occupazione del sovraspinato, il grado di infiltrazione adiposa del sovraspinato secondo Goutallier, il rapporto in unità Hounsfield tra il muscolo deltoide e il sovraspinato, l’angolo critico della spalla.
A tali fattori gli autori ne hanno aggiunti altri, come l’età, l’indice di massa corporea, durata dei sintomi ed esiti di una serie di test, come il test dell’abbraccio, il segno del braccio cadente, il test di Jobe, il test del ritardo di rotazione esterna e test di Hawkins.
I fattori di arrivo
L’analisi multivariata ha permesso di evidenziare 8 fattori particolarmente importanti per predire il rischio di lesione alla cuffia dei rotatori e, in particolare, alla sua porzione postero-superiore: l’età del soggetto, la durata dei sintomi, il grado di infiltrazione del grasso, l’angolo critico della spalla, l’indice acromiale, il rapporto di occupazione del sovraspinato e gli esiti dei test fisici, compreso il test dell’abbraccio, il segno del braccio cadente e il test di rotazione esterna. Il passo successivo è stato mettere insieme tutti questi fattori in uno score a 12 punti, dimostratisi estremamente efficace nel predire il rischio di lesione.
Wang, X., Liu, G., Wang, X. et al. A CT-Based scoring system for predicting degenerative posterosuperior rotator cuff tears: a risk stratification tool for patients with contraindications to MRI. BMC Musculoskelet Disord (2026). doi: 10.1186/s12891-026-09874-y


