Chirurgia per instabilità di spalla, due tecniche a confronto

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Circa 24 persone ogni 100.000 sviluppano instabilità di spalla a causa di un trauma più o meno intenso che va ad alterare i profili articolari, di fatto favorendo un allontanamento dell’omero dalla glena.
In altre situazioni, esiste una conformazione ossea che favorisce questa lassità articolare: si parla allora di instabilità idiopatica. In entrambi i casi, si tratta di una condizione che rende i movimenti articolari molto dolorosi e anche difficili da eseguire.

Nella maggioranza dei casi i trattamenti conservativi sono sufficienti: si inizia con il ridurre la lussazione con un bendaggio funzionale, per poi avviare un iter riabilitativo che vada a insegnare nuove dinamiche di movimento. Ma quando questo approccio risulta insufficiente, occorre passare alla chirurgia. Al momento nel mondo non c’è accordo rispetto a quale sia la miglior tecnica da utilizzare. Per fare chiarezza, un recente studio italiano mette a confronto il rapporto costo/beneficio di due metodi: la riparazione artroscopica di Bankart e la ricostruzione di Latarjet.

La popolazione di pazienti selezionata è quella con Instability Severity Index Score (ISIS) compreso tra 4 e 6, ovvero quelli per i quali sussite maggiore incertezza. Effettivamente, quando l’ISIS è inferiore a 4 c’è consenso rispetto all’uso della artroscopia di Bankart, mentre quando è superiore a 6 di norma di utilizza la ricostruzione di Latarjet.

In questo lavoro statistico, gli autori hanno quindi costruito un modello decisionale ad albero per simulare lo scenario clinico che riguarda un paziente con instabilità di spalla compresa tra 4 e 6. Basandosi poi su altri studi, hanno associato a ogni ramo degli outcome probabili, valori di WOSI (Western Ontario Instability Score) e i costi istituzionali.
L’intento era di verificare quali fossero i parametri in grado di impattare sul rapporto costo-efficacia incrementale dei due interventi. Alla fine gli autori hanno inserito una terza procedura, la Eden-Hybbinette, come salvagente in caso di fallimento della Latarjet.

Lo studio mette in evidenza che, dal punto di vista prettamente aziendale, il metodo più efficiente perché con il miglior rapporto costo/beneficio è quello di Latarjet che ridurrebbe il rischio di recidiva nella popolazione di pazienti considerata. I costi dei due metodi sono simili, pari a 1245.57 € per l’artroscopia d Bankart e 1623.10 € per la chirurgia di Latarjet, e quindi non impattano tanto sull’ICER.

Alla fine, il parametro più importante risulta essere quindi l’utilità del trattamento, ovvero la sua capacità di risolvere il problema. Gli autori si augurano che questo articolo possa aiutare le direzioni ospedaliere e i clinici a decidere a meglio come trattare le instabilità di spalla con ISIS tra 4 e 6. Pubblicato su “International Orthopaedics” il lavoro ha visto la partecipazione tra Ospedale Maggiore C.A. Pizzardi di Bologna, Istituto Clinico Humanitas IRCCS di Rozzano e Università Campus Bio-Medico di Roma.

(Lo studio: Pugliese, M., Loppini, M., Vanni, E. et al. Cost-effectiveness analysis of arthroscopic Bankart repair versus open Latarjet reconstruction in anterior shoulder instability. International Orthopaedics (SICOT) (2023). https://doi.org/10.1007/s00264-023-05736-7)