Il piede diabetico neuropatico necessita di appositi plantari che consentono lo scarico pressorio del piede, fondamentali per consentire la guarigione di eventuali ulcere. Nonostante ciò, non esiste un metodo standard da utilizzare per sviluppare plantari personalizzati per pazienti con questa patologia.

Un team di ricerca italo-polacco ha sviluppato un framework quantitativo-statistico per fare le corrette valutazioni dello scarico della pressione nelle scarpe (D’Amico M, Kinel E, Roncoletta P, Gnaldi A, Ceppitelli C, Belli F, Murdolo G, Vermigli C. Data-driven CAD-CAM vs traditional total contact custom insoles: A novel quantitative-statistical framework for the evaluation of insoles offloading performance in diabetic foot. PLoS One. 2021 Mar 4;16(3):e0247915. doi: 10.1371/journal.pone.0247915. PMID: 33661973).

In uno studio pubblicato su PloS One gli autori hanno presentato il modello e lo hanno utilizzato per confrontare l’efficacia pressoria di plantari personalizzati realizzati su calco per ottenere il contatto completo con la pianta del piede rispetto a plantari realizzati con progettazione cad-cam integrando nel design degli scarichi pressori, oltre alla scansione 3D della forma della pianta del piede, anche le informazioni ottenute da misure baropodometriche.

Allo studio hanno partecipato 30 pazienti con piede diabetico neuropatico: per ognuno sono state individuate le aree del piede con una pressione superiore a 200 Kpascal.

Il confronto tra i metodi di rilevamento e produzione ha evidenziato che la strategia cad-cam, che unisce scansione 3D e baropodometria, è più efficace nel disegnare lo scarico pressorio rispetto alla tecnica tradizionale.
Inoltre, il modello quantitativo-statistico offre, secondo gli autori, un metodo più rigoroso per identificare le aree con picchi di pressione superiori ai K200 Pascal.

Il metodo consente di analizzare l’intera superficie plantare, oltre che di fornire una descrizione dettagliata di come e dove ridistribuire la pressione plantare. Lo studio è ad accesso aperto.

Stefania Somaré

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