Biomeccanica del passo e deformazione della cartilagine talare

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L’instabilità di caviglia è una condizione spesso conseguente a una distorsione di caviglia mal curata o recidivante.
In particolare, per poter fare una diagnosi di instabilità cronica di caviglia è necessario valutare l’articolazione nell’anno successivo alla distorsione, alla ricerca di eventi ripetuti di cedimento della caviglia.

Se questi si sono verificati, si può parlare di instabilità cronica di caviglia, anche se la comunità scientifica non ha ancora definito criteri chiari di diagnosi. Se ne sta ancora discutendo. È certo che vanno presi in considerazione vari fattori, tra i quali la lesione tissutale primaria e la presenza di menomazioni patomeccaniche, sensoriali e percettive, comportamentali motorie, oltre che fattori personali e ambientali e l’interazione tra le componenti. Poi ci sono gli esiti degli esami clinici.

Uno studio dell’Università del North Carolina ha valutato la presenza di una relazione tra il profilo della pressione plantare durante il passo di soggetti con instabilità di caviglia cronica e le caratteristiche della cartilagine talare. Gli autori si sono chiesti, inoltre, se lo schema del passo di questi soggetti possa aumentare il rischio di sviluppare artrosi a livello della caviglia.
In questo senso, varrebbe la pena capire quale schema sia più stressante per l’articolazione o quali tipologie di deformazione della cartilagine talare, così da poterle utilizzare come indicatori di una necessità di intervento precoce.

Gli autori hanno coinvolto nello studio 25 adulti, 14 donne e 11 uomini, di età media 22.6 ± 3.12 anni. L’instabilità articolare, infatti, si manifesta spesso in pazienti giovani, magari sportivi.
Ogni soggetto è stato sottoposto a ecografia per valutare la cartilagine articolare talare, sia a riposo che durante una camminata di 30 minuti.
In questo secondo caso, gli autori hanno anche misurato la pressione plantare di tutto il piede ogni cinque minuti, così da poter creare un pattern biomeccanico del passo e individuare una linea del centro di pressione.
Una volta ottenuti tutti i dati, si è passati alle elaborazioni per trovare possibili relazioni tra lo spessore della cartilagine a riposo e intensità ecografica, cambiamenti nello spessore e nell’intensità ecografica, e profili di pressione plantare.

Gli autori hanno quindi individuato una correlazione significativa tra pressione plantare nella regione laterale dell’avampiede e deformazione della cartilagine talare mediale. Inoltre, si è potuto correlare il centro di pressione in posizione iniziale con la deformazione cartilaginea delle regioni laterali e di tutto il piede.
Non si sono invece trovate relazioni tra dati biomeccanici e intensità dell’ecografia.

Lo studio conferma quindi che la deformazione della cartilagine talare è influenzata e influenza la biomeccanica del passo in pazienti con instabilità di caviglia cronica, una evidenza crescente in letteratura. Ulteriori studi, invece, sono necessari per capire se l’ecografia possa essere utile nel valutare lo stato di salute delle articolazioni dopo lesioni muscoloscheletriche.

(Lo studio: Torp DM, Thomas AC, Hubbard-Turner T, Donovan L. Plantar pressure profile during walking is associated with talar cartilage characteristics in individuals with chronic ankle instability. Clin Biomech (Bristol, Avon). 2022 Apr 27;95:105656. doi: 10.1016/j.clinbiomech.2022.105656. Epub ahead of print. PMID: 35504121)

Stefania Somaré

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