Artrosi mediale, meglio AFO o cuneo laterale per ridurre il dolore?

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La Clinica di Ortopedia e Traumatologia dell’Ospedale della Heidelberg University, in Germania, ha condotto uno studio randomizzato su pazienti con artrosi mediale di ginocchio per valutare gli effetti di due presidi ortopedici sul momento di adduzione del ginocchio (KAM): una ortesi piede-caviglia (AFO) e un plantare con cuneo laterale (LWI). 20 i pazienti coinvolti, tutti con artrosi mediale di livello da 1 a 3 secondo la scala di Kellgren and Lawrence e di età media 56.4 ± 6.5 anni. Il campione di controllo si compone invece di 14 individui sani di età simile. Alcuni pazienti hanno utilizzato un AFO e altri un plantare con cuneo laterale, in ogni caso per 6 settimane.

Al termine del periodo sperimentale, tutti sono stati sottoposti a una gait analysis standard e a una a piedi nudi, prima camminando in piano e poi su una pendenza trasversale di 5° di elevazione laterale. Infine, i soggetti sono stati in piedi su inclinazione di 0°, 5°, 10° e 20°. L’obiettivo dello studio è trovare una correlazione per ranghi di Spearman tra il cambio istantaneo del primo picco del momento di adduzione del ginocchio e il cambio in varo del retropiede dovuto al pendio trasversale rispetto al terreno pianeggiante.

Gli autori hanno così potuto osservare che ognuno dei due dispositivi è più efficace su un tipo di problematica del passo. Quando vi è una forte reazione in varo del retropiede durante la camminata su una salita il tutore piede-caviglia riesce a ridurre in modo significativo il momento di adduzione del ginocchio. Al contrario, il plantare con cuneo laterale sembra essere più efficace in pazienti con mobilità della caviglia limitata rispetto al piano frontale.

Questo lavoro amplia quello di altri studi, tra i quali anche quello pubblicato dall’Iran University of Medical Sciences e dalla Shiraz University of Medical Sciences su “Disability and Rehabilitation” (doi: 10.1080/09638288.2021.2019841) e del quale abbiamo già parlato.
Nello studio iraniano gli autori trovavano un link tra uso del tutore piede-caviglia e la riduzione del dolore in soggetti con artrosi mediale di ginocchio, il tipo di artrosi più diffusa tra la popolazione. Nello studio appena presentato si suggerisce di valutare le varie fasi del passo dei pazienti in diverse condizioni per capire quale dispositivo scegliere.

È chiaro che quest’ultimo studio è basato su un numero troppo piccoli di pazienti per poterne considerare gli esiti come evidenza: serviranno ulteriori ricerche su campioni più ampi. Tuttavia, è sempre più chiaro che la scelta dei presidi da prescrivere debba essere in linea con le caratteristiche del singolo paziente. D’altronde, uno egli interventi tipici per rimandare nel tempo l’intervento protesi in soggetti con artrosi di ginocchio è quello riabilitativo che, però, risulta male accolto in presenza di dolore. L’uso di antidolorifici può ovviare a questo problema, ma potrebbe nel tempo dare complicanze di tipo differente: avere un valido alleato nel giusto presidio ortopedico potrebbe fare la differenza e aumentare la compliance.

(Lo studio: Bartsch LP, Schwarze M, Block J, Alimusaj M, Hadzic A, Renkawitz T, Wolf SI. Hindfoot flexibility influences the biomechanical effects of laterally wedged insoles and ankle-foot orthoses in medial knee osteoarthritis. Arch Phys Med Rehabil. 2022 Mar 11:S0003-9993(22)00268-4. doi: 10.1016/j.apmr.2022.02.012. Epub ahead of print. PMID: 35288097)

Stefania Somaré