Negli anni la tecnologia è entrata nelle sale chirurgiche, di fatto modificando il lavoro del chirurgo e dell’équipe tutta. Si parla, per esempio, di chirurgia robot assistita o con navigazione computer assistista, due modalità operatorie presenti anche nella chirurgia ortopedica.
Si tratta, però, di tecnologie costose, che richiedono un alto volume di casi per risultare davvero vantaggiose alle strutture sanitarie.
Parlando di queste tecnologie, inoltre, è ancora aperto il dibattito se siano o meno vantaggiose per il paziente.

Uno studio del Dipartimento di Chirurgia Ortopedica del Langone Health Medical Center, affiliato alla New York University, ha cercato di fare chiarezza sulla questione scegliendo una popolazione ben precisa di pazienti, quelli sottoposti a Artroplastica di ginocchio primaria, conducendo di fatto un’analisi retrospettiva (Singh V, Fiedler B, Simcox T, Aggarwal VK, Schwarzkopf R, Meftah M. Does the Use of Intraoperative Technology Yield Superior Patient Outcomes Following Total Knee Arthroplasty? J Arthroplasty. 2020 Nov 6:S0883-5403(20)31161-X. doi: 10.1016/j.arth.2020.11.001. Epub ahead of print. PMID: 33277145).
7096 pazienti sono stati stratificati in base al tipo di intervento effettuato: con navigazione (287), robot-assistito (367) o senza tecnologia (6442).

Gli autori hanno quindi verificato alcuni dati e score in più fasi nel primo anno di follow-up: informazioni demografiche del paziente, dati clinici, Forgotten Joint Score-12 (FJS) e Knee injury and Osteoarthritis Outcome Score for Joint Replacement (KOOS, JR).
Questi e altri aspetti operatori sono stati poi messi a confronto tra le tre popolazioni, come per esempio il tempo chirurgico.
Lo studio conferma che l’intervento privo di tecnologia è il più breve, anche se per quanto riguarda le disposizioni di dimissione, queste sono spesso peggiori per i pazienti operati in modo tradizionale, con un maggior numero di soggetti che deve passare un certo periodo di tempo presso una struttura infermieristica. Non sono però state evidenziate reali migliorie negli outcome a un anno dall’intervento per i pazienti operati con chirurgie più tecnologiche rispetto agli altri.

Stefania Somaré

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