Gli outcome funzionali di un’artroplastica possono essere misurati in modo tradizionale, quindi con scale e similari, oppure utilizzando più innovativi sensori indossabili. Questi ultimi, però, sono davvero efficaci? Per rispondere a questa domanda un team di ricercatori della Stanford University e dell’Università dell’Arizona hanno allestito una review focalizzata sull’arto inferiore (Follis S, Chen Z, Mishra S, Howe CL, Toosizadeh N, Dohm M. Comparison of Wearable Sensor to Traditional Methods in Functional Outcome Measures: A Systematic Review. J Orthop Res. 2020 Dec 10. doi: 10.1002/jor.24950. Epub ahead of print. PMID: 33300119).

Sono stati individuati 14 studi come conformi ai criteri stabiliti dal protocollo di ricerca e sono stati revisionati da due specialisti in modo indipendente. Interessanti gli esiti. Secondo questa review, infatti, i sensori indossabili consentirebbero di rilevare una maggiore sfumatura di outcome funzionali, offrendo informazioni specifiche sulla biomeccanica, per esempio, ma anche sul tempo di recupero… tutti aspetti che non si riescono invece a stimare con i metodi tradizionali.
Questo non significa necessariamente che siano superiori, però. Di fatto, ogni innovazione in medicina deve rispondere a un criterio di costo/beneficio e anche di utilità: quale è il significato clinico di questi dati aggiuntivi portati dai sensori indossabili? Al momento non è ancora dato saperlo. Gli autori evidenziano la necessità di allestire nuovi studi per rispondere a questo e altri quesiti.

Stefania Somaré

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