Nel Nord-Est vi sono 5.000 persone che vivono con patologie neuromuscolari e neurodegenerative, come la sclerosi laterale amiotrofica, l’atrofia muscolare spinale e le distrofie muscolari.

Il nuovo Centro Clinico NeMO (Neuromuscular Omnicenter), inaugurato a Trento, è stato pensato per loro: 1500 mq suddivisi in 14 posti letto in stanze singole e luminose, di cui 4 ad alta complessità assistenziale e riabilitativa, 4 day hospital, 3 ambulatori specialistici, palestra, 2 piscine, laboratorio di analisi del movimento, centro di valutazione domotica e addestramento ausili e sezione dedicata alla riabilitazione robotica.

Completano la dotazione del Centro un’ampia area giochi per i bambini e uno spazio relax per gli adulti, mentre all’esterno si può fruire di un parco con abeti secolari.
A permettere l’apertura è un accordo di sperimentazione gestionale pubblico-privato firmato nell’ottobre 2019 tra la Provincia Autonoma di Trento, l’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari e Fondazione Serena, che gestisce i Centri NeMO.

«Quello di oggi è un risultato d’eccellenza per il sistema sanitario trentino, frutto di un’alleanza fra la comunità medico-scientifica e le istituzioni.
Il Centro Clinico NeMO Trento di Villa Rosa a Pergine Valsugana ha tutte le carte in regole per diventare un punto di riferimento d’eccellenza nel campo delle patologie neuromuscolari per tutta l’Italia del Nord», interviene Maurizio Fugatti, presidente della Provincia Autonoma di Trento.
«Qui troveranno cura e assistenza non solo i pazienti trentini, ma anche quelli delle altre Regioni affetti da patologie altamente invalidanti, caratterizzate spesso da lunghi e complessi percorsi di cura e assistenza».

Pier Paolo Benetollo, direttore generale dell’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari, sottolinea che «il Centro s’inserisce nel solco dell’esperienza clinica e riabilitativa di questa struttura, attraverso l’attivazione di programmi di presa in carico individualizzati.

Dalla diagnosi, ai trattamenti terapeutici e riabilitativi di fisioterapia neuromotoria, respiratoria, logopedica, di terapia occupazionale per il recupero e il mantenimento delle capacità residue nell’eseguire le attività della vita quotidiana.

E ancora, la possibilità di progettare soluzioni individualizzate di ambienti di vita autonomi, grazie alla presenza a Villa Rosa di una casa totalmente accessibile, all’interno della quale sperimentarsi in un contesto di vita quotidiana, che miri a valorizzare le abilità funzionali residue».

Stefania Somaré

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