Al Rizzoli caso di cifoscoliosi idiopatica trattato con successo

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La cifoscoliosi è una alterazione della colonna vertebrale che si deforma in due direzioni: quella laterale, tipica della scoliosi, e quella posteriore, con una convessità tipica della cifosi. Il soggetto presenta quindi una colonna con onda laterale e incurvata in avanti.

La cifoscoliosi può essere secondaria ad altre patologie, ma esistono casi idiopatici, quindi primari e dei quali non si conoscono ancora le cause.
Questi soggetti, spesso ragazzini, sperimentano un dolore tanto più intenso quanto più evidente è la deformazione, non riescono a esprimersi in altezza e, nei casi più gravi, incorrono in problematiche respiratorie, viscerali e cardiache.

Le modalità d’intervento cambiano, come per la scoliosi e la cifosi, in base alla gravità della deformazione. Si va da esercizi di ginnastica correttiva e posturale all’uso di busti adeguati, fino all’intervento.

Proprio un intervento chirurgico è stato la salvezza di una ragazza di 15 anni, trattata di recente all’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna dall’équipe della Chirurgia Vertebrale, diretta dal dott. Alessandro Gasbarrini.

Come spiegato dal dott. Gasbarrini, «l’intervento è stato complesso e delicato perché l’incurvatura arrivava a piegare la colonna vertebrale di 90°. Si immagini la colonna che di norma è dritta e invece a metà schiena devia formando un angolo retto. A questo si sommava un’ulteriore deviazione dell’osso piegato in avanti nella cassa toracica».

Continua Gasbarrini: «il rischio di paralisi era molto alto a causa della deviazione nella parte alta della colonna, dove il midollo ha poco spazio, e delle importanti cicatrici anche a contatto con il midollo stesso lasciate da precedenti interventi ai quali la paziente era stata sottoposta prima di arrivare al Rizzoli.
Per questo è stato essenziale, insieme a quello dei chirurghi vertebrali, il lavoro dell’équipe di anestesisti, tecnici di fisiopatologia e infermieri di sala operatoria.
Quando ho ricevuto il selfie del “prima e adesso” abbiamo condiviso un momento d’intensità particolare».

Sono state necessarie sette ore d’intervento, viti, barre metalliche e una protesi vertebrale in titanio per riportare la colonna alla propria posizione naturale, eliminando il dolore e la progressiva disabilità che stava colpendo la ragazzina e donandole 15 cm in più di altezza.

La ripresa ha richiesto cinque giorni in Terapia Intensiva e poi un percorso di riabilitazione per ristabilire la propriocezione e la funzionalità degli arti superiori e della schiena, che era stata alterata dalla postura scorretta.

Oggi la ragazza prosegue la fisioterapia a casa, con due sessioni settimanali, ora il suo corpo si è abituato alla nuova anatomia della schiena.