I tumori ossei sono spesso secondari ad altre patologie tumorali, come il carcinoma della mammella, della prostata, della tiroide, dei polmoni e così via.
Attualmente, i pazienti vengono sottoposti a terapia radiante per cercare di ridurre la neoplasia.

Uno studio condotto da ricercatori dell’Università della California di Irvine presenta una valida alternativa: un cemento radioattivo da utilizzare in brachiterapia per irradiare dall’interno le cellule tumorali presenti nell’osso.

«In un trattamento conveniente, one-step e minimamente invasivo», spiega la professoressa Joyce Keuak, primo autore dello studio, presentato al recente meeting della Orthopaedic Research Society. «Il trattamento promette di essere sicuro, perché il cemento dovrebbe restare localizzato nelle ossa.
Al momento il nuovo materiale è stato testato su modelli animali e in studi computazionali per valutare la sicurezza nel breve periodo dell’iniezione del cemento a livello delle vertebre, la possibile migrazione della radiazione nel sangue, nelle urine e nelle feci, il tasso di radiazione fuori dal sito di iniezione e altro ancora.
A 17 giorni dall’iniziezione è stato individuato nessun segno di radiazione al di fuori del sito di trattamento, il che suggerisce che il cemento resti localizzato e questo è un aspetto importante perché ciò potrebbe significare evitare gli effetti avversi ai trattamenti tradizionali, come nausea, diarrea e così via.
Il cemento è stato già protetto da brevetti, ora sono necessari ulteriori studi su animale per poi arrivare a un trial clinico.

Stefania Somaré

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